Domine: Live Report della data di Milano

Ottima kermesse di metal classico presso il Transilvania Live di Milano, che questa sera ospita i toscanacci Domine, recenti autori dell’ottimo ‘Ancient Spirit Rising’, album incensato dalla critica e già entrato nel cuore dei fan.

Ad aprire lo show troviamo un’altra band di veterani, i vicentini White Skull. Il combo guidato dal chitarrista Tony “Mad” Fontò questa sera ha il duplice compito di presentare l’album ‘The Ring Of The Ancient’ e soprattutto la nuova front-girl Elisa De Palma (ex-Brazen), che sostituisce Gus Gabarrò riportando la band all’utilizzo della voce femminile. Quello dei White Skull sarà uno show piacevole in cui il five-piece proporrà una serie di brani tratti dal presente e dal passato, interpretati da Elisa con grinta e convinzione, nonostante un sound check non propriamente azzeccato e qualche conseguente incertezza. Nulla di preoccupante comunque, lo show scorre in modo liscio e il pubblico è decisamente coinvolto. Spazio alle song che hanno fatto la storia dei nostri, tra cui ‘The Roman Empire’, ‘The Dark Age’, la divertente ‘After The Battle’ e naturalmente l’epica ‘Asgard’, richiesta a gran voce dagli astanti.

“Hey Milano!!! Ci siamoooooo???!!!!” Il tempo passa ma la grinta è sempre quella e il grido è inconfondibile. D’altronde un vocalist con il carisma e la tecnica interpretativa di Morby è un piacere da ascoltare e giustamente il pubblico esulta non appena i fiorentini Domine calcano le assi del Transilvania Live. I suoni (purtroppo) non sono ancora perfetti, ma tanta è l’energia profusa dalla band che il resto va automaticamente in secondo piano. I Domine non si limitano a presentare il nuovo album ‘Ancient Spirit Rising’ (dal quale saranno estratte ‘The Messenger’, ‘Tempest Calling’, la titletrack e la melodica ‘Lady Of Shalot’, giusto per fare riprendere fiato ai presenti…), ma offrono una scaletta che ne tocca la discografia in lungo e in largo. Morby ci guida attraverso le avventure del Campione Eterno con ‘Thunderstorm’ e ‘Dragonlord’ (con la partecipazione di tutti), ancora ‘Aquilonia Suite’, ‘Icarus Ascending’ e per il ritorno sul palco dopo il falso finale, ‘The Ride Of The Valkyries’ e naturalmente ‘Defenders’. La band, meritatamente blasonata nel panorama tricolore, offre una performance maiuscola, potendo contare su di un Morby in forma smagliante e su strumentisti di grande professionalità. Certo un Enrico Paoli, con il suo riffing incisivo e anthemico, riesce a porsi una spanna sopra tutti.

Salutiamo dunque l’ottima prestazione di entrambe le band e beviamoci un’altra birra prima di lasciare il locale. Perché, per dirla coi White Skull: “…after the battle…we need a bottle!”

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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