Darkseed – Recensione: Diving Into Darkness

Di certo qualche anno fa chi avesse avuto l’idea di citare come gruppo influente nel panorama metal i Depeche Mode sarebbe stato deriso. Oggi, accanto a nomi quali Mission e Sisters Of Mercy, Bauhaus e Cure, anche loro diventano parte del background di un’intera scena. Sulle coordinate tracciate dai Paradise Lost, i Darkseed ci riportano nel mondo del gotico elettronico. Si presentano con una nuova sezione ritmica ed un uso più preponderante di elettronica pescando anche a piene mani dalle parti più oscure di un certo ‘Black Album’ che tutti noi ricordiamo sicuramente, consegnandoci un disco che non riesce a focalizzare bene la band, in quanto composto da brani che si rincorrono senza uscire allo scoperto, risultando alla fine anche troppo monocordi sia a livello di composizione che di esecuzione. La sensazione che rimane, dopo aver ascoltato ‘Diving Into Darkness’ è quella che in fondo spunti interessanti ce ne siano diversi all’ interno del disco che rimane più un’occasione sprecata che un buon centro. Alla fine, ‘Host’ dei Paradise Lost rimane su un altro pianeta. Non bastano episodi quali ‘Counting Moments’ o ‘ Autumn’ a risollevare tutto l’album. Peccato.

Voto recensore
5
Etichetta: Nuclear Blast / Audioglobe

Anno: 2000

Tracklist:

Tracklist. Forever Darkness / I Deny You / Counting Moments / Can’t Find You / Autumn / Rain / Hopelessness / Left Alone / Downwards / Cold Under Water / Many Wills


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