Defiled – Recensione: Divination

Dalle lande nipponiche stanno sorgendo progressivamente sempre più ensemble, più o meno interessanti, che si indirizzano verso il sottobosco estremo.

Approdati al quarto album, senza che molti in realtà se ne siano accorti, questi Defiled, pur non brillando assolutamente in fatto di atipicità, portano avanti il vessillo del brutal death tanto caro a Cannibal Corpse, Immolation e Suffocation, cercando comunque di interpolare partiture tecniche nelle proprie composizioni con riferimenti a mostri sacri come Death (ad esempio ‘The Dormant Within’) e Morbid Angel (‘Downfall’).

Dalla propria il four-piece ha un ulteriore asso nella manica rappresentato dall’acrobatico bassista Norihisa Fukuda, che si ispira limpidamente allo spaventoso Steve Di Giorgio.

Difetti manifesti sono da ricondurre alla monoliticità delle ritmiche sempre dedite a trituranti blast-beat che dovrebbero essere più di sovente mescolati con decelerazioni che al contrario, nell’album, compaiono saltuariamente ed anche alla produzione che, seppur effettuata agli storici Morrissound, non sembra essere esente da pecche.

La tecnica e le idee ci sono, l’esperienza pure (sono attivi infatti dal 1992), manca solo un po’ di ‘acume tattico’…

Voto recensore
5
Etichetta: Season Of Mist / Audioglobe

Anno: 2003

Tracklist:

01. Downfall

02. The Dorman Within

03. Divination

04. Stench Of

Grudge

05. Fast Decline

06. Dissolved

In Dust

07. Enraptured

08. Swollen Insanity

09. Through The Killing

10. Fear And Epicureanism

11. Odor Of Malignancy

12. Floating

Sediment

13. Eciov Erazzib

14. Decadence


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