Disperse – Recensione: Foreword

Jakub Zytecki è da annoverare tra i migliori rappresentanti di quella nuova schiera di chitarristi che si cimenta in sonorità djent ultratecniche ma senza mai perdere di vista la melodia; a differenza però dei vari Plini, Sithu Aye, Intervals… già da qualche album a questa parte il suo guitar work è messo al servizio di una vera e propria band (alla Animals As Leaders ma con cantante tanto per intenderci), i Disperse appunto, coi quali giunge con “Foreword” alla realizzazione del terzo lavoro.

Già nei due ottimi primi due lavori “Journey Through The Hidden Gardens” e soprattutto “Living Mirrors” del 2013 il musicista polacco si è segnalato per una grande inventiva ritmica è un gusto sopraffino negli assolo, caratteristiche che rendono i Disperse meno artefatti rispetto a buona parte dei colleghi.

Col nuovo lavoro i nostri danno un ulteriore tocco di modernità al loro sound tramite arrangiamenti originali e gran attenzione posta sulla ritmiche (“Stay”) per un risultato non lontano dagli ultimi TesseracT; questo nuovo approccio però risulta leggermente controproducente nel senso che pur essendo “Foreword” un ottimo lavoro nel suo insieme sembra più impersonale rispetto ai predecessori (“Surrender”, “Bubbles”).

Non è un caso che “Tomorrow” o anche il singolo “Tether” abbiano a che fare con linee vocali pop proprio per sottolineare questo nuovo approccio più “easy”; come gusto personale preferivo i Disperse più cervellotici e, al contrario di quanto scritto più sopra, si ha l’impressione che Zytecki (coadiuvato dai suoi tre compari) voglia uniformarsi eccessivamente agli stilemi di questo nuovo modo di approcciarsi alla chitarra

Probabilmente solo ascolti ripetuti dell’album in questione potranno rivelarci il suo effettivo potenziale perché l’apparente semplicità compositiva cela comunque un gran substrato competitivo; a tal proposito non bisogna sottovalutare la giovane età dei componenti della band in rapporto al già elevatissimo tasso tecnico che è riuscito a generare questo interessante ibrido che passa in rassegna metal, progressive, jazz (a tratti) e arrangiamenti moderni vagamente elettronici.

 

 

Voto recensore
7
Etichetta: Season Of Mist

Anno: 2017

Tracklist: 01. Stay 02. Surrender 03. Bubbles 04. Tomorrow 05. Tether 06. Sleeping Ivy 07. Does It Matter How Far? 08. Foreword 09. Neon 10. Gabriel 11. Kites
Sito Web: https://www.facebook.com/disperseofficial/

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