Freedom Call – Recensione: Dimensions

Dopo aver inanellato quattro capolavori del calibro di ‘Starway To Fairyland’, ‘Crystal Empire’, ‘Eternity’ e ‘The Circle Of Life’ i tedeschi Freedom Call, che hanno iniziato la loro trionfale marcia nel 1998, mettono a segno un altro album di gran qualità con il recente ‘Dimensions’.

Dal punto di vista stilistico però, il nuovo disco vede un deciso ritorno alle sonorità di ‘Eternity’, visto che sono state abbandonate le note più legate all’hard rock molto ritmato del penultimo album (‘Circle Of Life’), che aveva sottolineato ancora una volta l’incredibile abilità compositive ed esecutiva dei nostri. Il nuovo disco è quindi, se vogliamo, il più prevedibile della loro discografia ed anche il meno riuscito, anche se questo vuol comunque dir che rimane il meglio che si possa ascoltare in ambito power metal per quest’anno, almeno sino ad ora.

Si era temuto circa la sorte della band dopo l’uscita del chitarrista “Cede” Dupont e del bassista Ilker Ersin, ma in realtà i nuovi musicisti, Armin Donderer (basso) e Lars Rettkowitz (chitarra), dimostrano di essere assolutamente all’altezza… anzi… partecipano anch’essi al processo di composizione dei brani, suddividendolo con i veri leader del gruppo ossia il batterista Dan Zimmermann (anche nei Gamma Ray) e il singer/chitarrista Chris Bay. Se il precedente ‘Circle Of Life’ aveva colpito sin dall’inizio con un brano spiazzante e decisamente rock il nuovo ‘Dimensions’ propone come opener un pezzo come ‘Innocente World’, che ricalca la matrice più classica della band, ben ripetuta nella successiva ‘United Alliance’. Con ‘Mr. Evil’ invece ascoltiamo chiari riferimenti agli Helloween degli anni ’80 (chi ha detto ‘Dr. Stein’) che al contrario di quanto si pensa non sono mai stati più di tanto saccheggiati dai Freedom Call.

Un pezzo decisamente intrigante e riuscito è l’orchestrale cavalcata di ‘Light Up The Sky’; l’unico problema di questo pezzo, che ha il suo punto di forza anche in riuscitissimi cori, è che ricorda troppo altri brani della stessa band, costruiti nel medesimo modo.

Decisamente più accattivante ‘Blackened Sun’, che inserisce parti dance (che ricordano alcune cose dei Gamma Ray di ‘Powerplant’ per intenderci) e si merita la palma di pezzo più riuscito del disco. In questa song la voce di Chris si fa più profonda e gli innesti di elettronica si sposano alla perfezione con i ritmi imposti dalla batteria di Danny. Inoltre questo brano dimostra come la vena creativa dei Freedom Call sia tutt’altro che sopita.

Altro pezzo da novanta del disco è la ballad acustica ‘Words Of Endeavour’, che pone ancora sugli scudi l’abilità interpretaiva del bravissimo Chris Bay.

In definitiva ‘Dimensions’, che fa registrare per l’ennesima volta nella storia dei Freedom Call una produzione superba, è un altro tassello imprescindibile per ogni amante del power metal, anche se non risulta essere la migliore release dei nostri.

Voto recensore
8
Etichetta: SPV/Audioglobe

Anno: 2007

Tracklist: 01.Demons Dance
02.Innocent World
03.United Alliance
04.Mr. Evil
05.Queen Of My World
06.Light Up The Sky
07.Words Of Endeavour
08.Blackened Sun
09.Dimensions
10.My Dying Paradise
11.Magic Moments
12.Far Away

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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