Tyketto – Recensione: Dig In Deep

Il tanto atteso e sognato comeback della band nella line up originale è finalmente diventato realtà a diciotto anni di distanza da “Strenght In Numbers” che finora risultava essere l’ultimo parto discografico con Danny Vaughn dietro al microfono.

“Dig In Deep” segna un ritorno sulle scene che probabilmente stupirà e dividerà i sostenitori del combo statunitense infatti  la magniloquenza sonora presente nelle prime due release è solo un lontano ricordo difatti la produzione asciutta ed essenziale non risalta appieno la forza melodica delle undici canzoni del platter (soprattutto nei momenti elettrici sembra che ci sia una sorta di freno a mano che impedisca ad esse di decollare) perciò non ne evidenzia appieno il potenziale e, seppur le composizioni si presentino di matrice class rock in linea col ‘vecchio stile’ nell’intenzione, come sound si avvicinano maggiormente a quanto proposto dal cantante americano con la band Vaughn (ed a sprazzi durante la propria carriera solista).

Ad onor del vero, questa nuova fatica richiede diversi ascolti per essere assimilata ed effettivamente, come il titolo a ragione suggerisce, bisogna ‘scavare in profondità’ dei brani per ‘farli propri’ ed apprezzarli a dovere: non è assolutamente un brutto lavoro questo “Dig In Deep” ma neanche il ‘capolavoro’ che tutti aspettavano e, tralasciando la presenza di alcuni passaggi talvolta sin troppo simili tra loro (sono molto utilizzati accenni sonori stile Eagles), le tracce risultano complessivamente di discreta fattura.

“Faithless” (Il primo singolo dell’album) c’introduce nel ‘Tyketto sound 2012’ presentandosi come una delle migliori canzoni del lotto, impreziosita dopo l’assolo di chitarra da un notevole passaggio d’archi denso di emozioni mentre “Here’s Hoping It Hurts” è la composizione più convincente tra quelle che viaggiano con l’aiuto di chitarre elettriche ed acustiche forte di chorus coinvolgenti e di un guitar solo di buon gusto. Sarebbe veramente interessante ascoltare il rifferama di “The Fight Left In Me” con i suoni enfatici “Don’t Come Easy” era: seppure  la song risulti ugualmente interessante una big production l’avrebbe resa più potente ed esplosiva; “This Is How We Say Goodbye”  termina il viaggio sonoro e lo fa nel migliore dei modi essendo una ballad acustica assolutamente emozionante.

“Dig In Deep” è il classico album per il quale è consigliato un ‘ascolto preventivo’, ‘De gustibus non est disputandum’ come si suol dire ma obiettivamente è un lavoro pregevole (si denota una certa classe nel songwriting e la voce di Vaughn è sinonimo di garanzia) che non si eleva a monster album ma è arricchito da spunti veramente interessanti.

Provare per credere.

Voto recensore
7
Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2012

Tracklist:

01. Faithless
02. Love To Love
03. Here’s Hoping It Hurts
04. Battle Lines
05. The Fight Left In Me
06. Evaporate
07. Monday
08. Dig In Deep
09. Sound Off
10. Let This One Slide
11. This Is How We Say Goodbye


Sito Web: http://www.tyketto.de/

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