Dickey Betts & Great Southern – Recensione: Dickey Betts & Great Southern

È di queste ore la notizia della scomparsa, all’età di 80 anni, di Dickey Betts, chitarrista, a volte cantante, e co fondatore della Allman Brothers Band. Il suo ruolo di membro della A.B.B. come chitarrista e come compositore, non ha sempre avuto la considerazione che merita, essendo un po’ oscurato dalla stella di Duane Allman, genio della chitarra prematuramente scomparso. In realtà Betts è sempre stato un musicista di primissimo piano, fondamentale nello sviluppo delle trame chitarristiche della band, forte di uno stile fluido e melodico, nonché autore di brani memorabili: la sua “Ramblin’ Man” da “Brothers And Sister” del 1973, per fare un esempio, fu il più grande successo degli Allman. Meno conosciuta, almeno dalle nostre parti, è la sua carriera solista. Nel 1974, a suo nome era uscito “Highway Call”. Successivamente, in seguito a un temporaneo scioglimento degli Allman dovuto a eccessi vari e problemi contrattuali, viene pubblicato il disco che andiamo ad analizzare, il primo a nome Dickey Betts & Great Southern, pubblicato nel 1977 per Arista. La formazione vedeva Betts a chitarre e voce, Dan Toler alla chitarra, Tom Brome alle tastiere, Ken Tibbets al basso e i batteristi – percussionisti Jerry Thompson e Donnie Sharbono, ricalcando quindi quella della A.B.B.

L’attacco della slide guitar di Betts in “Out Get Me”, il mood southern con influssi country, l’andatura contemporaneamente decisa e rilassata, i passaggi a doppia solista, sono un manifesto sonoro delle intenzioni musicali di questa formazione, come la successiva “Run Gypsy Run”, coi suoi cori, l’armonica e un solido riff che sfocia in fluidi assoli. “Sweet Virginia” è un brano arioso, denso di umori country e soul, col consueto, straordinario intreccio delle chitarre, mentre “The Way Love Goes”, con le sue chitarre acustiche e un delicato hammond è una intensa ballad caratterizzata anche dal consueto grande lavoro solista, dove non si può trovare una sola nota fuori posto. L’attacco di “Nothing You Can Do” è all’insegna di un funk pregno di blues in cui si rincorrono gli assoli di organo e chitarra e le successive tipiche armonizzazioni che sfociano in jam. Si procede con il southern r’n’r “California Blues”, classico ma godibilissimo, ricco dei “soliti” grandi assoli di chitarra alternati con parti slide. La chiusura è affidata a “Bouginviella”, ballad soffusa e d’atmosfera, con un caldissimo solo di chitarra dal grande lirismo. In complesso un album di altissimo livello, certamente figlio del southern rock della band madre, qua declinato nel suo versante più disteso e melodico, come nello stile che da sempre ha caratterizzato Betts.

Dopo questo eccellente lavoro, con lo stesso nome, viene pubblicato nel ‘78 “Atlanta’s Buring Down”, buono ma inferiore al precedente, fino alla reunion della A.B.B. Il carattere difficile, non certo aiutato da una condotta di vita non esente da eccessi, lo porterà ad avere un rapporto altalenante con la band, fra grandi concerti, la pubblicazione di ottimi dischi, ma anche contrasti e problemi di ego, culminati nella rottura definitiva avvenuta nel 2000. In contemporanea e successivamente, il chitarrista pubblicherà dischi e suonerà dal vivo con varie formazioni da lui guidate (Dickey Betts Band, Betts Hall Leavell and Trucks, attivi solo live, nuovamente il monicker Great Southern), sempre all’insegna della sua via al southern rock, genere del quale è stato a tutti gli effetti uno degli inventori. Resta la memoria e la musica di un musicista di livello enorme, con uno stile chitarristico personale e riconoscibile che ha fatto scuola, e una serie di brani da lui composti che costituiscono dei passaggi fondamentali per il genere. Un altro straordinario musicista protagonista di un’epoca grandiosa e irripetibile.

Etichetta: Arista Records

Anno: 1977

Tracklist: 01. Out Get Me 02. Run Gypsy Run 03. Sweet Virginia 04. The Way Love Goes 05. Nothing You Can Do 06. California Blues 07. Bouginviella
Sito Web: https://www.facebook.com/dickeybetts

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