Tyske Ludder – Recensione: Diaspora

I tedeschi Tyske Ludder tornano sul mercato discografico con “Diaspora”, album di musica EBM con richiami all’industrial degli anni ’90 confezionato alla teutonica maniera, ossia enfatico e plastificato quanto basta. L’autore di questo articolo non ha mai amato in modo particolare la band, ma ne ha comunque riconosciuto le indubbie potenzialità in occasione del precedente “Anonymous”, un disco che aveva dalla sua il giusto mix tra ritmi elettronici potenti e una forte orecchiabilità di fondo. Pur non rinunciando al corpo sonoro di “Anonymous”, “Diaspora” non riesce a riprenderne fino in fondo le atmosfere intriganti ma oscure e si rivela un ascolto piuttosto piatto, benché realizzato con tutta la cura del caso. Non mancano un paio di piazzate vincenti che sicuramente otterranno i loro bravi passaggi nei club alternativi, come l’esplosiva “For Their Glory” e “R.A.S.S. (Minus Vier)” ma nel complesso, il consueto ricorso ai blast beats accompagnati dai vocalizzi harsh di Olaf, non lasciano il segno. “Diaspora” inanella una serie di tracce un po’ troppo noiose, sofferenti di una certa ripetitività. Ovvio che se il genere fa parte dei vostri ascolti abituali, “Diaspora” potrebbe intrattenervi con piacere, ma non molto a lungo, ne siamo certi.

Voto recensore
5,5
Etichetta: Black Rain / Audioglobe

Anno: 2011

Tracklist:

01.Har Hassait

02. Tempelberg
03. Eugenix
04. Wallfahrt (Betonkater Edit)
05. Diaspora
06. Der Androgyne Held
07. For Their Glory
08. Konstanzphaenomen (Blutstoerung Edit)
09. Nur Ein Traum
10. Ueber Euch
11. R.A.S.S. (Minus Vier)
12. Reiscraecker
13. Abgesang


Sito Web: http://tyske-ludder.com

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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