Fury N Grace – Recensione: Diabolism Of Conversation

Disturbanti, elitari, stranianti, evocativi, spiazzanti. Ecco i primi aggettivi che mi sono venuti alla mente per descrivere gli oltre settanta minuti del nuovo Fury ‘N Grace. “Diabolism Of Conversation” è il disco più difficile, ma nello stesso momento appagante, che mi sia capitato di ascoltare in questo 2011. La band lombarda, che vede nelle proprie file Deathmaster, vocalist dei Doomsword, arriva al secondo album e conferma quanto di buono aveva espresso con il precedente “Tales Of The Grotesque And The Arabesque”, uscito ormai quattro anni or sono. La proposta dei Fury ‘N Grace è difficilmente catalogabile, anche se possiede l’oscurità del doom, l’intensità recitativa delle opere teatrali, la drammaticità delle colonne sonore, l’imprevedibilità del prog metal, a cui aggiungere la follia indecifrabile dei film di David Lynch.

L’ascolto di “Diabolism Of Conversation” non è stato per nulla facile, ma, riuscendo ad entrare poco a poco nel mondo dei Fury ‘N Grace, si vive un’avventura a più strati, intensa e sorprendente. L’opener “Macabro” è caratterizzata da un incedere lento ed ossessivo, in cui le vocals diaboliche di Deathmaster ci conducono verso un altro tempo, circondato da un’atmosfera opprimente. Ogni capitolo di questo disco racchiude una storia, raccontata da arpeggi di chitarre acustiche, urla strazianti, sussurri diabolici e riff heavy metal massicci e disperati, in un’interpretazione del prog metal nell’accezione più sconfinata del termine. In certi passaggi i Fury ‘N Grace mi hanno ricordato gli italiani e horrorifici Nenia, a tratti gli Opeth o i Cathedral, anche se le composizioni mantengono costantemente la propria originalità. Tra i momenti più coinvolgenti, c’è la dissonante e sincopata “The Serpent” o la maggiormente sostenuta “Of Human Details”, in cui emerge l’istrionismo del cantato di Deathmaster, guida perfetta nel nostro viaggio all’inferno.

“Diabolism Of Conversarsation” è un’esperienza a tutto tondo, che non tutti potranno capire ed apprezzare, ma che premierà lo sforzo dell’ascoltatore più attento, che si avvicinerà ai brani con la mente predisposta ad assaporare molteplici sensazioni. I Fury ‘N Grace compongono musica ad immagini e tra riti vudù, vesti di broccato macchiate di sangue ed antiche violenze nascoste nella memoria, fotografano brillantemente l’anima nera nel profondo dell’uomo.

Voto recensore
8,5
Etichetta: Underground Symphony

Anno: 2011

Tracklist:

1. Macabro

2. Diabolism of Conversation (intro)

3. Privilege of Death

4. In Midnight Gardens burns the Veil of Evening Fears

5. The Serpent

6. The Serpent: A Mystery planned within Me by the Sea

7. Of Human Details

8. Architecture

9. The Darkening of A Violet Plumage

10. Von der Vermählung des Salamanders mit der grünen Schlange

11. Paraphernalia of the Mystic Meat

12. Gavotte for the Ghosts in the Oven


alessandro.battini

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E’ il sinfonico della compagnia. Dai Savatage ai Dimmu Borgir, passando per i Rhapsody, predilige tutto ciò che è arricchito da arrangiamenti sontuosi ed orchestrazioni boombastiche. Nato e cresciuto a pane e power degli anni ’90, si divide tra cronache calcistiche, come inviato del Corriere Dello Sport, qualità in azienda e la passione per la musica. Collezionista incallito di cd, dvd, fumetti, stivali, magliette dei concerti, exogini e cianfrusaglie di ogni tipo, trova anche il tempo per suonare in due band.

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