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Devotion – Recensione: Words And Crystals

I ragazzi sono cresciuti. Dieci anni sono trascorsi da quando i Devotion, band italiana di stanza a Vicenza, hanno intrapreso un interessante e significativo percorso musicale che li ha condotti a pubblicare “Words And Crystals” loro quarta fatica sulla lunga distanza pubblicata per Pavement Ent./Bagana Records. I nostri hanno deciso di continuare a esplorare lidi Alternative Metal infatti la loro proposta non si discosta troppo rispetto a quanto già ascoltato nel precedente “Videostreet”. In quest’occasione, però, arricchiscono il loro spettro emozionale con venature più cupe e intimistiche, perdendo qualcosa in termini di aggressività a netto vantaggio di brani dal maggiore impatto emotivo.

Senza troppi fronzoli o introduzioni parte “Roller Derby” e con un salto temporale torniamo alle sonorità alternative tanto care a band quali Deftones, Thursday e Snapcase ma riproposte con l’originalità e la freschezza di un songwriting ispirato e mai banale. Chitarre potenti, un basso pulsante, cambi di tempo e atmosfera che sfociano nel break centrale in cui la band da libero sfogo alla propria aggressività, caratterizzano questo brano che meglio non poteva aprire questa release.

Segue “Cloud Atlas” mid-tempo dall’incidere lento e malato mentre con “The Deepest” ci troviamo di fronte a quella che potrebbe essere definita come una alternative ballad: pezzo lineare nel suo sviluppo ma dotato di un taglio molto introspettivo che si trasforma nella coda finale esplodendo tutto la rabbia contenuta nelle lyrics, un brano che si candida a diventare uno degli highlights dei Devotion. Non potevamo chiedere di meglio, questa prima parte riesce a mescolare il classico mood del rock alternativo con le sonorità dissonanti e claustrofobiche della scena Metalcore in un connubio di assoluto valore.

“P. Hamilton” saprà conquistare tutti, soprattutto in sede live, col suo piglio e la sua aggressività mentre la strumentale “Undressed” spezza la tensione col suo ritmo marziale. È solo un attimo prima che si torni a muovere la testa sulle ritmiche articolate e dissonanti di “Scent Of A Story” e “Fatal Fury”. Tocca a “Blind Corner”, brano che conferma quanto di buono fin qui detto del gruppo, e “Feeling The Desert Air” chiudere questo ottimo lavoro.

La passione e la qualità che dimostrano i Devotion in questi 40 minuti di musica di alto livello sono caratteristiche che permetteranno al combo vicentino di continuare la propria ascesa. Noi non possiamo non apprezzare e valorizzare l’ennesimo esempio di un ottimo disco prodotto dalla nostra scena underground.

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