Tyla J. Pallas – Recensione: Devils Supper (Electric Sitting)

Si sta diffondendo, fra i musicisti hard rock di provenienza angolsassone, l’abitudine di incidere album che vanno a pescare alle radici della musica che loro stessi hanno creato, dirigendosi prevalentemente o verso il classic rock o verso il blues. Questa è la strada intrapresa anche da Tyla, cantante e nome portante dei Dogs D’Amour, che dopo un tour con la formazione originale dei Dogs ha cercato di “rientrare in se stesso” per realizzare un lavoro sostanzialmente intimista, essenziale e come tale grondante sincerità da tutte le parti. Sincerità che vuol dire anche usare una voce che, pur conservando il timbro che da sempre lo contraddistingue, sembra a tratti perdere colpi e a volte si riduce a un drastico bisbiglio gorgogliante. A parte questo, i brani di “Devils Supper”, grazie ai loro arrangiamenti leggeri, vanno dritti al cuore dell’ascoltatore e puntano non tanto sui testi, che anzi a volte sono decisamente ripetitivi, ma su una musica malinconica e seducente. L’album è caratterizzato da pochi strumenti, molti giri di chitarra blues, ritmi leggeri e alcuni momenti più raffinati, come i fiati che compaiono sullo sfondo di “Love Is” e di “Green Eyed Girl”; quello che rimane ancora più impresso è però il modo che  ha Tyla di adattarsi con camaleontica esperienza a seconda di quanto richiede lo stile di ogni brano. La sua voce assume quindi connotazioni ironiche in “All Alone”, diventa decisamente allegra nella già citata “Green Eyed Girl” e sa dare attimi di grande intensità in “Ode To Jackie Leven” (un musicista folk scozzese morto di cancro nel 2011), in cui riesce a padroneggiare perfettamente una ballata folk alla Bob Dylan di grande intensità. “Devils Supper”, uscito quasi in sordina e praticamente snobbato in Italia, diventa invece un lavoro più che dignitoso e da non dare per scontato in nessun momento, dal sound un po’ démodè, ma anche per questo fonte di interesse.

Voto recensore
7
Etichetta: King Outlaw Records

Anno: 2013

Tracklist:

01. Love is (3:57)
02. Long Shadows (3:58)
03. It aint over Yet (2:55)
04. Green eyed Girl (3:09)
05. All alone (3:00)
06. Judas Christ (3:23)
07. The Meaning of Fortune and Fame (3:14)
08. Yeah (I Love you Baby) (3:02)
09. In Another Life (4:08)
10. That Someone (4:03)
11. Home (3:55)
12. Religion (3:48)
13. Ode To Jackie Leven (6:34)
14. Wisdom (2:31)
15. Judas Christ (Acoustic demo) (1:53)


Sito Web: http://www.tylasarttavern.com/

anna.minguzzi

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E' mancina e proviene da una famiglia a maggioranza di mancini. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi mai smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va al cinema, canta, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Adora i Dream Theater, anche se a volte ne parla male.

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