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Destruction: Live Report e foto della data di Paderno Dugnano (MI)

Il 28 ottobre, a Milano e nelle vicinanze, echeggiava a tutto volume la musica metal. C’è chi ha preferito a contribuire a realizzare un grandioso soldout all’Alcatraz, dove era presente l’accoppiata Stratovarious & Sonata Arctica, e chi ha riempito lo Slaughter Club, che ha avuto l’onore di ospitare l’unica data italiana dei thrasher teutonici Destruction. Un evento, anche questo, che ha richiamato molta gente, poichè la band con questo tour ha festeggiato i suoi primi 40 anni di carriera.

Ad accompagnarli in questa lunga serie di date autocelebrative, ci sono stati i Crisix (che ahimè, non sono riuscito a vedere), Gli Enforcer e i Whiplash, che hanno sostituito il posto vacante lasciato dai Razor, inizialmente presenti nel bill.

ENFORCER

La serata è stata un continuo crescendo di potenza. Iniziamo quindi dagli Enforcer, un giusto riscaldamento per il thrash metal che sarebbe seguito. Gli svedesi hanno proposto della musica heavy metal, che tanto piace ai conservatori e, anche se la band è relativamente giovane, ha trovato il consenso di tutti. Basti pensare al fatto che, all’interno dello Slaughter Club, in molti avevano indosso le loro t-shirt, segno che, in questi loro 15 anni, si sono dati da fare e si sono fatti apprezzare.

Setlist:

1 – Destroyer

2 – Undying Evil

3 – From Beyond

4 – Coming Alive

5 – Zenith of the Black Sun

6 – Nostalgia

7 – Mesmerized by Fire

8 – Live for the Night

9 – Take Me Out of This Nightmare

10 – Midnight Vice

WHIPLASH

Sono seguiti dopo gli storici Whiplash di Tony Porcaro, leader che nei primi momenti stava perdendo le staffe per via dei problemi legati agli impianti dei vari microfoni e delle casse. Questo problema tecnico è costato un paio di canzoni in meno per la band statunitense, che però non si è persa d’animo e, non appena le cose si sono aggiustate, ha incominciato a martellare a più non posso. In scaletta hanno trovato spazio i pezzi storici di “Ticket to Mayhem” e “Insult To Injury” e, non servirebbe neanche scriverlo, gran parte del loro primo album (e capolavoro) “Power And Pain”, per accontentare il più possibile i propri fan. Ogni volta che Tony annunciava una canzone tratta da questo album, lo Slaughter è esploso in urla di approvazione, fino a un sonoro boato finale, non appena è stata annunciato il finale con “Power Thrashing Death”.

Setlist:

1 – Last Man Alive

2 – Killing on Monroe Street

3 – The Burning of Atlanta

4 – Insult to Injury

5 – Sword Meet Skull, Skull Meet Sword

6 – Walk The Plank

7 – Stage Dive

8 – Red Bomb

9 – Spit on Your Grave

10 – Power Thrashing Death

DESTRUCTION

Infine è il turno dei Destruction, uno dei pilastri del thrash metal teutonico, che coglie l’occasione per festeggiare i suoi 40 anni di carriera. Il cantante e bassista Marcel  Schmier è rimasto l’unico componente originale del gruppo, ma la voglia di suonare è ancora tanta e, nonostante la fuoriuscita del suo storico compagno d’armi Mike Sifringer, la band ha trovato nuova vitalità con una formazione a 4, già collaudata con l’album “Born To Perish” nel 2019 (con Mike al tempo ancora presente). Con i due nuovi chitarristi Martin e Damir, i Destruction, hanno registrato, quasi a ridosso di questo anniversario, l’album “Diabolical” che, anche se è stato accolto positivamente dal pubblico, ha trovato poco spazio nella scaletta: l’unica traccia suonata è stata la title-track.

 Schmier ha voluto celebrare la sua band suonando quasi esclusivamente i pezzi storici degli anni ’80, tagliando quella che è la discografia più recente. Un vero peccato, da una parte, ma d’altro canto il popolo ha avuto quello che voleva, ovvero i vecchi classici. I fan delle prime file hanno potuto vedere al meglio il cantante e i due chitarristi, che continuavano a cambiarsi di posizione, andando a rotazione ai tre diversi microfoni piazzati per tutto il palco. Durante la loro esibizione sono passati brani sparsi, tratti da “Infernal Overkill”, “Eternali Devastation”, “Sentence Of Death” e “Release From Agony”, senza fare particolari pause, se non per qualche solo di batteria e di chitarra. In conclusione è stato suonato quello che, a detta di Schmier, è il mantra dei Destruction, ovvero “Thrash Till Death”, e la band lo dimostra anche con i fatti, poiché il suo sound è ancora coerente con le proprie origini.

Prima di scendere dal palco, il cantate ha tenuto a sottolineare ai fan italiani che quello sarebbe stato solo un arrivederci, facendo capire quindi che ritorneranno presto nel nostro Paese. Dopotutto, come sottolineato durante il concerto, il pubblico italiano è uno dei suoi preferiti: sempre chiassoso e partecipe agli show. Ma anche da parte nostra c’è l’intenzione di rivederli, e quindi ci si vede presto!

Setlist:

1 – Curse The Gods

2 – Deathtrap

3 – Nailed to the Cross

4 – Mad Butcher

5 – Life Without Sense

6 – Release From Agony

7 – The AntiChirst

8 – Thrash Attack

9 – Eternal Ban

10 – Butcher Strikes Back

11 – Tormentor

12 – Bestial Invasion

13 – Diabolical

14 – Total Desaster

15 – Thrash Till Death

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