Dragon Guardian – Recensione: Destiny of the Sacred Kingdom

I Dragon Guardian possono finire di diritto nel guinnes dei primati. I giapponesi hanno pubblicato dal 2007 ad oggi la bellezza di 11 album e 3 EP, numeri da far impallidire anche le band più prolifiche del pianeta. Ovvio, quantità non sempre va di pari passo con qualità, eppure la label tedesca IceWarrior ha deciso di immettere sul mercato europeo questo “Destiny of the Sacred Kingdom”, uno dei pochi lavori di questi musicisti dagli occhi a mandorla cantato in lingua inglese. Il genere è un power metal sinfonico, derivativo al massimo dai soliti nomi, Heavenly, Dragonforce e Dark Moor.

La musica proposta dai Dragon Guardian ha un mood tipicamente Jappo, con melodie ed atmosfere happy di facile presa, condite da arrangiamenti orchestrali piuttosto scolastici. In “Destiny of the Sacred Kingdom” troveremo quindi clavicembali a go go, violini, flauti, sospinti da una doppiacassa plastificata e da iper guitar riff che traggono ispirazione dalla scuola neoclassica. Il cantato è difficilmente digeribile, se il nostro orecchio non è allenato alle proposte del Sol Levante, perché si ha sempre la netta sensazione di ascoltare sigle di cartoni animati.

“Destiny of the Sacred Kingdom”, oltre ad essere penalizzato da una produzione amatoriale, può essere considerato un disco di nicchia, che probabilmente in patria ha spopolato, ma difficilmente potrà trovare molti estimatori nel territorio europeo. I fans del power sinfonico si sono fatti il palato sulle superproduzioni di Rhapsody Of Fire, Edguy, Kamelot e su arrangiamenti boombastici curati fin dei minimi dettagli: le canzoni dei Dragon Guardian suonano naif ed immature e possono, al massimo, strappare un sorriso.

Voto recensore
5
Etichetta: IceWarrior Records / Rockit Up

Anno: 2012

Tracklist:

01. Ouverture (intro)

02. Treasure Land

03. Mountain Of Sword

04. Holy Dragon Vs Evil Dragon

05. Book Of The Magic

06. Requiem

76. Destiny Of The Sacred Kingodom

08. The Never-ending World

09.  Red Emperor

10. Bonus Track


Sito Web: http://dragon-guardian.com/top.html

alessandro.battini

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E’ il sinfonico della compagnia. Dai Savatage ai Dimmu Borgir, passando per i Rhapsody, predilige tutto ciò che è arricchito da arrangiamenti sontuosi ed orchestrazioni boombastiche. Nato e cresciuto a pane e power degli anni ’90, si divide tra cronache calcistiche, come inviato del Corriere Dello Sport, qualità in azienda e la passione per la musica. Collezionista incallito di cd, dvd, fumetti, stivali, magliette dei concerti, exogini e cianfrusaglie di ogni tipo, trova anche il tempo per suonare in due band.

3 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. RADiANTE

    ma c’è il colonnato di san pietro in copertina?

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  2. Pozzu Barone Omungus

    SONO FAVOLOSI, INVECE: L’ALBUM MI STA ACCHIAPPANDO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! da 8!!!!!

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  3. metallone

    il disco non è pessimo ma la voce è ridicola! sembra di ascoltare Alvin con i Chipmunks…

    Reply

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