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Deserted Fear – Recensione: Dead Shores Rising

Il 2017 del death metal si apre sotto ottimi auspici per gli appassionati di queste sonorità. I giovani tedeschi Deserted Fear, con il presente terzo album “Dead Shores Rising”, mettono infatti a segno un bel colpo confezionando un platter gustoso e ricco di composizioni appassionanti.

Il bel disegno horrorifico in copertina non deve ingannare facendo pensare a un proposta particolarmente brutal o tendente al doom: i nostri suonano puro death classico, con giusto qualche accenno di melodia. Dopo un’efficace intro ci danno il benvenuto le subito ottime “The Fall Of Leaden Skied”, “The Edge Of Insanity” e “Open Their Gates”, caratterizzate da ritmi trascinanti e pregevoli riff di chitarra. Il bagaglio tecnico del terzetto teutonico non è indifferente e si manifesta pure nella corposa “Corrosion Of Souls” e nella tagliente “The Carnage”, mentre “Towards Humanity” e “Carry On” ci mostrano anche l’abilità del gruppo nel dedicarsi a strutture più morbide e accessibili, senza però abbandonare l’impronta aggressiva che accompagna l’intero disco. Il promo in nostro possesso ci dà poi l’occasione si ascoltare le due bonus track che completano l’opera, tra le quali spicca una “The Path Of Sorrow” in cui fa capolino come ospite niente di meno che Tomas “Tompa” Lindberg degli At The Gates.

I Deserted Fear ci permettono insomma di cominciare quest’annata di metallo estremo col botto. A coloro che saranno incuriositi dal presente “Dead Shores Rising” e penseranno di procurarselo, consigliamo dunque di non lasciarsi sfuggire l’edizione digipak limitata, per la presenza delle due valide bonus track di cui parlavamo poco sopra.

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