Symphorce: “Become Death” – Intervista a Dennis Wohlbold

Innanzitutto complimenti per il nuovo album. Direi che ‘Become Death’ è in assoluto il disco più pesante e moderno composto dai Symphorce, che ne dici?

“Hey, grazie mille, amico! Sono d’accordo, ‘Become Death’ non è per niente old-school e porca vacca, sì! E’ dannatamente heavy, ah, ah!”

Sembra anche che il disco paghi un tributo a sonorità thrash nello stile dei Nevermore, sei d’accordo?

“Non so, non direi che i brani si possano definire thrash-oriented. Alcuni pezzi sono sicuramente da headbanging sfrenato, ma non è assolutamente nulla di simile al vecchio thrash con il quale sono cresciuto.

Tutti nella band amiamo i Nevermore, in particolare ‘Dead Heart In A Dead World’, ma onestamente penso che negli ultimi due album stiano seguendo una direzione sbagliata: troppa tecnica e poca immediatezza. Ciò che voglio dire è che non cerchiamo di imitare i Nevermore, anche perché non ci riusciremmo mai, ah, ah, ah,! Sono dei musicisti inarrivabili, non è un segreto per nessuno.

Nell’album usiamo una chitarra a sette corde e si sentono di più le influenze di stampo nu-metal, forse è questo che dà al sound alcune similitudini con i Nevermore, ma ti dirò, dal mio punto di vista i Symphorce suonano semplicemente come i Symphorce.”

Questa volta non avete avuto timore di sperimentare. Per esempio la conclusiva ‘Lies’ possiede un feeling molto “dark”, qualcosa che la band non aveva mai proposto prima. Quali pensi che siano gli elementi più innovativi del disco?

“Non abbiamo mai avuto paura di proporre delle cose nuove e questo è un motivo per cui i Symphorce sono difficili da etichettare e l’ascoltatore non sa mai cosa aspettarsi. Se compri un CD degli AC/DC sai benissimo cosa suoneranno, ma nel caso dei Symphorce, no…Nel corso degli anni abbiamo sempre sviluppato il nostro sound, se ci segui dall’inizio sai a cosa mi riferisco.”

Come siete soliti dividervi i compiti durante la fase di composizione? Nella band c’è un leader o preferite lavorare come una squadra?

“Nella band ci sono tre song-writers, io, Markus (Pohl, chitarra, n.d.a.) e Cede (Cedric Dupont, chitarra, precedentemente nei Freedom Call, n.d.a.). Ognuno di noi lavora per conto suo, di solito.

Ci scambiamo i vari abbozzi via e-mail e ne discutiamo insieme cambiando alcune cose finché non ne esce una traccia definitiva.”

Qual è il significato del titolo ‘Become Death’?

“Perché non lo chiedi al tizio magro in copertina? Ah, ah, ah!

Penso che dica tutto!”

Alcuni titoli delle canzoni, come ‘Darkness Fills The Sky’, ‘Condemned’ o ‘No Final Words To Say’, lasciano supporre una sorta di negatività nel background lirico di questo lavoro. E’ corretto? Mi vuoi parlare dei testi?

“Ad essere sincero non ho ancora avuto occasione di esaminare attentamente i testi. Andy (B.Franck, voce) è l’autore principale e non ama molto parlarne, così io non gli chiedo mai nulla in proposito. La mia sensazione è che tutto l’album possieda dei testi che, proprio come la musica, suonano molto oscuri, ma non userei il termine “negativi”.”

L’edizione limitata dell’album conterrà un bonus DVD. Cosa vi troveremo?

“Si tratta di uno show registrato durante il Tour Europeo di ‘Godspeed’ (il precedente album della band, n.d.a.), in un club olandese, il Den Bosch.

In quel locale filmano ogni concerto e sono stati d’accordo nel lasciarci pubblicare lo spettacolo in un DVD.

A dire il vero non l’ho ancora visto, ciò che posso dire e che sarà al 100% musica live, nessun ritocco in studio o stronzate del genere tanto in voga tra altre band. Il sound non sarà perfetto, potremmo considerarlo una specie di bootleg…ma hey, è un regalo!”

Levami una curiosità, cos’è la traccia nascosta che possiamo ascoltare alcuni minuti dopo l’ultima canzone dell’album?

“Ah, ah, sai, noi siamo tutti fan di ‘The King Of Queens’ (serial americano, n.d.a.) e Cede un giorno ha deciso di suonare e registrare la sigla per fare quattro risate. Abbiamo pensato che sentire Cede cantare fosse talmente divertente che alla fine il pezzo è finito sull’album come ghost-track. Sai, una pennellata di simpatia alla fine di un disco tanto oscuro.”

‘Become Death’ è il vostro sesto studio album in otto anni di attività, anche se alcuni membri della band suonano in altri gruppi. Da dove arriva questa creatività?

“Dalla nostra passione per la musica, non lasciamo trascorrere un giorno senza pensare a delle nuove idee, ci lavoriamo sempre sopra. Dobbiamo ringraziare Dio per queste ispirazioni quotidiane!

Ora mi chiederai se sono cristiano, se i Symphorce suonano white metal, eccetera, eccetera, per cui ti rispondo di mia iniziativa: no, per niente!”

Avete mai pensato a un “all in the family tour’ (seguendo l’esempio di Devin Townsend e degli Strapping Young Lad) con Symphorce, Brainstorm e Mystic Prophecy, le band dove suonate? “Sarebbe un divertimento totale per me, Steffen (Theurer, batteria, n.d.a.) e Cede, ma il povero Andy, che canta in due gruppi, scoppierebbe dopo un paio di giorni! Purtroppo sarebbe impossibile.”

Per noi è tutto, vuoi lasciare un messaggio ai fan italiani dei Symphorce?

“Quando abbiamo suonato a Milano (la nostra prima volta in Italia) non ci aspettavamo nulla di che, invece ci siamo trovati di fronte l’audience più entusiasta di tutto il tour europeo. We love you! Thank’you so much!”

 

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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