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House of Lords – Recensione: Demons Down

Terzo capitolo discografico nella storia degli House of Lords, ‘Demons Down’ è il loro lavoro più diretto. Si tratta, in questo caso, di puro AOR, graziato dalla produzione immacolata di David Thoener e degli stessi House Of Lords, che rende il suono pulito e tagliente. Se negli altri album c’erano state influenze di diversi generi (un po’ di blues e di sleaze nel debutto monimo, epic nel suo successore ‘Sahara’), ‘Demons Down’ è una collezione di dieci pezzi che si muovono tutti nella stessa direzione, e rappresentano altrettanti potenziali hit da classifica, non fosse che correva l’anno 1992 e l’AOR stava per essere sepolto tra le eredità degli anni Ottanta da lasciarsi alle spalle.

L’apertura emozionante di ‘O Father’ metteva subito in risalto la straordinaria capacità di utilizzo dei cori, mentre ‘Demons Down’ si muoveva su binari più agili, nei quali grande importanza rivestiva la chitarra di Chick. ‘What’s Forever For’ non nascondeva la propria maestosità, con le voci che si sovrapponevano per creare l’ennesima ballad suggestiva del gruppo americano. In ‘Talkin’ Bout Love’ era ottima la prestazione di un James Christian che cominciava su tonalità molto basse e poi saliva in un crescendo reminiscente del Plant più melodico. ‘Spirit Of Love’ era ancora una ballad, stavolta decisamente tradizionale, mentre ‘Down, Down, Down’ riecheggiava l’opener ‘O Father’. L’aggressiva ‘Metallic Blue’ metteva ancora in primo piano la chitarra, quindi era la volta di ‘Inside You’, ballad-capolavoro in cui la maestosità degli arrangiamenti era supportata da una performance di Christian davvero emozionante. Dopo questo pezzo, davvero memorabile, c’era la più leggera ‘Johnny’s Got A Mind Of His Own’. La chiusura era affidata al mid-tempo ‘Can’t Fight Love’, cantato a pieni polmoni.

La magniloquenza dello stile degli House Of Lords, in questo ‘Demons Down’, ha raggiunto la sua pienezza, portando ad un suono decisamente pomp, spinto in questa direzione dalle fondamentali tastiere di Gregg Giuffria. Tuttavia, in un certo loro modo, gli House Of Lords riescono miracolosamente a suonare sinceri, forti di una passione che li terrà in vita, anche se separatamente e in diverse incarnazioni, anche negli anni a venire.

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