Degreed – Recensione: Dead But Not Forgotten

Li avevamo lasciati con l’ottimo “We Don’t Belong” due anni fa, puntuali ora i Degreed tornano con il terzo lavoro in studio, proseguendo con convinzione sulla via di una proposta musicale in cui sono presenti un approccio decisamente potente coniugato al gusto per l’immediatezza tipicamente scandinavo che lo pone all’attenzione di due pubblici teoricamente molto diversi tra loro.

Hard rock melodico energetico e con una costante sensazione di urgenza (ascoltare “Face The Fact” per credere) – merito anche del suggestivo ruolo delle tastiere di Micke Jansson – i Degreed vanno dritti al sodo con l’opener “The Scam”. Irresistibili le progressioni melodiche di “Drama” e “Madness” – notevolissima in questo caso la performance del cantante Robin Ericsson – come pure la grinta di “Better Safe Than Sorry”. Altrove, conquista pure la cascata di tastiere di “Start Again” e quella dell’eterea “Shame On Me”, che peraltro nella sua coda ha modo di sviluppare quel sound corposo e di sostanza imperniato sulle chitarre di Daniel Johansson. C’è pure qualche cedimento, con episodi non troppo convinti come “Touch Of Paradise” o l’ordinaria “The Final Ride”. Nel complesso, però, siamo di fronte ad un album solido, costruito con brani brevi ed incisivi che hanno il dono della sintesi e il merito di andare dritti al punto.

“Dead But Not Forgotten” conferma la grande intensità del sound dei Degreed, capaci di unire intuizioni melodiche ad una sana e moderna rabbia. Altro che zucchero!

Voto recensore
7
Etichetta: Sun Hill Production

Anno: 2015

Tracklist:

01. The Scam
02. Face The Fact
03. Madness
04. Shame On Me
05. Better Safe Than Sorry
06. Love Me Love Me Not
07. Drama
08. Kill Your Darlings
09. Touch Of Paradise
10. Forgive You
11. Start Again
12. Firefly
13. The Final Ride
14. Turn Around Don’t Back Down


Sito Web: http://www.degreedmusic.com/

giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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