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Degradead – Recensione: Degradead

Siamo di fronte al quinto lavoro dei Degradead, album omonimo celebrativo per il quindicesimo anniversario della melodic death metal band svedese; tornati con una nuova carica con il successore di “The Monster Within” (2013) dopo il futuro incerto che si prospettava loro davanti in seguito all’ingresso del frontman Mikael Sehlin tra le fila degli Engel e del bassista Michel Bärzén nei Sonic Syndicate.

Parte quindi la cavalcata con “Afterlife”, opener dell’album che imposta subito la mente su una ritmica profonda e martellante accompagnata da un una lead guitar ben distinta e dalle idee chiare; si passa poi a “Victimize” e la storia non cambia… La novità va ricercata in “A New Dawn” dove troviamo un approccio più melodico anche se non basta a rendere l’album variegato e distintivo.
Nota positiva per “The Extinction” che si differenzia per riffing e ritmica molto particolari a confronto del resto dell’album e che risulta il brano più travolgente.

Tutto ben condito dalla voce del frontman che si destreggia benissimo tra pulito al limite dell’epic metal e sprazzi di quasi screamo; frontman che risulta il punto forte della band riuscendo a contraddistinguerla dalla carrellata di nomi che propongono lo stesso genere.

Nel complesso il tasto dolente è la ripetitività: lo schema è sempre lo stesso e le canzoni suonano tutte, più o meno, uguali; ovviamente stiamo parlando di death metal e non si può rinunciare alla ritmica martellante, riff taglienti ed una produzione potente, in questi punti i Degradead sono maestri, ma da un full length ci si aspetta più varietà e creatività.

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