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Deftones: Live Report della data di Milano

Un successo annunciato quello dei Deftones, che ricompaiono in Italia a sei mesi di distanza dall’ottima prestazione dell’Indipendent Days. Il Palavobis è discretamente affollato e dopo alcuni ‘problemi tecnici’ riusciamo ad entrare giusto in tempo per assistere all’esibizione dei Linkin Park che ci saremmo risparmiati volentieri (quando si dice la fortuna…). Saltati gli ottimi Taproot a causa di alcuni ritardi nel montaggio dell’attrezzatura, abbiamo avuto le tristi conferme che ci aspettavamo: i Linkin Park non sono altro che un assemblato di tutti gli elementi tipici del nu-metal, senza un minimo di fantasia ed originalità. Uno show esteriormente impeccabile (i ragazzi sanno suonare senza dubbio), ma vuoto, finto e fondamentalmente inutile. Brivido, terrore e raccapriccio. Fortunatamente i Deftones risollevano decisamente il morale a tutti: non è da tutti sparare in apertura pezzi del calibro di ‘(Be Quiet And) Drive’, ‘My Own Summer’ e ‘Feiticeria’ uno dietro l’altro, lasciando il pubblico letteralmente attonito. Chino Moreno come al solito è un folletto inarrestabile ed abile intrattenitore, tanto che riesce a tenere in piedi lo show da solo, mentre la band macina pezzi senza sosta. ‘Knife Party’, ‘7 Words’, e l’immancabile singolo ‘Change’ si susseguono senza lasciare tregua e risultano incredibilmente coinvolgenti ed emozionanti. ‘Emozione’, è proprio questo che distingue i Deftones dalla massa di volgari imitatori: non è l’adesione a certi canoni o la perfezione esecutiva che rende grande uno show (in questo senso i Linkin Park sono stati formalmente superiori alla band del Chino, che ha commesso qualche imperfezione qua e là), ma la capacità di comunicare col proprio pubblico, di trasmettere emozioni appunto – e in questo i Deftones sono dei fenomeni, chi ha assistito all’esecuzione della magnifica ‘Digital Bath’ non può che confermarlo. Ora come ora la band è dotata di una marcia in più rispetto agli altri, si mettano il cuore in pace gli aspiranti al trono.

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