Def Leppard – Recensione: Pyromania

Che “Pyromania” sia un grande album lo si capisce fin dal primo pezzo. Anzi, dalle prime note: l’intro di chitarra a “Rock Rock (Till You Drop)” presenta al mondo quel sound futuristico che diventerà uno dei trademark della band e che si deve anche alle intuizioni di quel fondamentale “sesto uomo” che è il produttore Mutt Lange. Ma “Rock Rock…” ricorda al tempo stesso le radici e le parentele sonore della band, in particolare quella con gli AC/DC che andrà, invece, affievolendosi nel prosieguo della carriera della band di Sheffield. Questo, quindi, è in sostanza “Pyromania”: un album che segna un punto di svolta, che contiene sia il “da dove veniamo” che il “dove andiamo”. E lo fa con una serie di pezzi strepitosi, presenti regolarmente ancor oggi nella setlist dei concerti dei Def Leppard, più genuini di quanto saranno, poi, le megahit estratte da “Hysteria”.

Stiamo parlando, oltre all’opener, di “Photograph”, con i suoi caratteristici giochi di specchi vocali, e dell’anthemica “Rock Of Ages”, che non a caso ha dato il nome anche ad un musical (e relativo adattamento cinematografico) sulla scena musicale degli anni Ottanta. Accanto a ciò, un grandissimo lavoro alla chitarra di Phil Collen e del compianto Steve Clark, evidente nei passaggi più tirati come “Stagefright” e in quelli più elaborati come la cangiante “Die Hard The Hunter”, e la capacità di Joe Elliott di gridare e graffiare, che passerà in secondo piano negli anni successivi, quelli in cui diventerà prioritaria la vena melodica. Tra gli episodi più leggeri, vale la pena citare la vena malinconica di “Foolin'” e la frizzante “Action Not Words”.

Mancano delle vere e proprie ballad, e pure questo è un elemento che fa capire come, al di là delle facili classificazioni con cui spesso sono stati bollati i Def Leppard, la band rimanga primariamente una hard rock act, e di primissimo livello. I pezzi di minor successo non sono per questo meno validi, ma contribuiscono alla sostanza di un album che, pur essendo segno dei tempi, è invecchiato decisamente bene ed è ancora in grado di entusiasmare e di emozionare. Oltre dieci milioni di copie vendute, ma in questo caso qualità e riscontro commerciale sono andati di pari passo.

def-leppard-pyromania

Voto recensore
n.d.
Etichetta: Mercury

Anno: 1983

Tracklist: 01. Rock Rock (Till You Drop) 02. Photograph 03. Stagefright 04. Too Late For Love 05. Die Hard The Hunter 06. Foolin' 07. Rock Of Ages 08. Comin' Under Fire 09. Action Not Words 10. Billy's Got A Gun
Sito Web: http://www.defleppard.com/

giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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  1. Giulio B

    Semplicemente CAPOLAVORO!

    Reply

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