Exilia – Recensione: Decode

Per chi ha avuto la possibilità di sentire recentemente gli Exilia live “Decode” non è stata proprio una sorpresa, per gli altri invece è stata la coronazione di una lunga attesa dettata da diversi indizi e un cambio di line up avutosi con l’ingresso di Aimer. Formatisi nel lontano 1993, gli Exilia sono un vero e proprio simbolo, una certezza oserei direi, per quanto riguarda l’ambito alternative/nu metal italiano e “Decode”, per quanto insolito sia, ne è la conferma.

L’album è introdotto da “Satellite”, uno dei brani di punta, che rispecchia in toto lo stile Exilia. Riff distorti e di forte presa, la voce di Masha, sempre più studiata, che si alterna tra melodico e aggressivo, il tutto scandito da una batteria piuttosto pressante. “Over The Edge” è il singolo che ha annunciato il ritorno dopo il precedente “Naked”. Orecchiabile, altalenante tra melodia e aggressività e ben studiato, il brano risulta essere un ottimo mezzo per attrarre le masse, anche le più restie. Un po’ insolito rispetto alla carica aggressiva e potente a cui gli Exilia ci hanno abituati, ma ben fatto e destinato ad essere una colonna sonora.

“Emily”, malinconica e scostante, risulta essere una delle tracce più riuscite a livello melodico-compositivo e, soprattutto, a livello di voce. Masha si lascia finalmente andare mettendo in mostra il suo talento canoro all’insegna della versatilità con un numerosi cambi di stile e qualche tocco etnico. Punto interrogativo per la seguente “Invisible” la cui melodia portante, soprattutto a livello di strofa, mi ricorda fin troppo bene “Aerials” dei notissimi System Of A Down, sarà una mia personale pignoleria, ma questo aspetto risulta essere decisamente deludente.

“In My Veins” conclude in modo decisamente classico e malinconico “Decode”, album oserei dire quasi sperimentale visti i precedenti lavori degli Exilia. L’intensità e la bravura rimangono, la tecnica migliora e le melodie portano verso una maturità artistica che può solo ampliarsi. Rispetto ad altri loro lavori ho percepito più melodia e meno aggressività, ma il tutto sapientemente dosato.

“Decode”, per quanto particolare sia, è un album che merita di essere acquistato e ascoltato a più non posso e che dà decisamente onore e rispetto a questa povera italietta musicale.

Voto recensore
7,5
Etichetta: ZYX Germany

Anno: 2012

Tracklist:
  1. Satellite

  2. Over The Edge

  3. Unconventional

  4. Emily

  5. Invisible

  6. Exception

  7. The Wrath Of Gaia

  8. Myself

  9. Forever

  10. Fully Alive

  11. All In Vain

  12. In My Veins


Sito Web: www.exiliaweb.com

francesca.carbone

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Scribacchina dal 2008 e da sempre schietta opinionista del mondo musicale. Dagli Iron Maiden ad Immanuel Casto il passo è breve, almeno per me.

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