Deathstars + Priest + Liv Sin: Live Report e foto della data di Mezzago

I Deathstars sono assenti dai palchi italiani da moltissimo tempo, l’ultima volta che dovevano suonare nel nostro paese il loro tour bus è andato a fuoco e solo per un colpo di fortuna non ci sono state conseguenze gravi durante quell’incidente. Poi ci si è messa di mezzo una pandemia mondiale che li ha costretti a cancellare varie volte i tour programmati e infine lo slittamento della pubblicazione del nuovo album “Everything Destroys You” ha fatto il resto. Noi, dopo averli visti in anteprima a Helsinki ad Halloween, non potevamo certo mancare al loro ritorno nel bel paese nell’unica data italiana al Bloom di Mezzago.

LIV SIN

Dopo un interminabile viaggio all’insegna di svariati cambi di treno, metro e ben due bus giungiamo puntuali al Bloom, storico e accogliente locale situato a Mezzago. Al nostro arrivo troviamo la prima fila occupata dai fan più accaniti e possessori di vip ticket e una platea ancora non alla massima capienza, sia a causa della concomitanza di altri grossi eventi nella città meneghina e sia a causa del traffico sostenuto, ma la formazione capitanata da Liv Jagrell certo non si fa scoraggiare da questo e assieme ai suoi fidi compari sale sul palco puntuale alle 20.00, regalando con la sua potente ugola un set molto compatto e preciso. L’ex formazione dei Sister Sin propone un roccioso e moderno heavy metal che riesce a coinvolgere un po’ tutti, compresa la sottoscritta, che non ha molta familiarità con la loro proposta. Brani come “Forget My Name” sono perfetti in sede live e vengono molto apprezzati, così come una composizione più strutturata e orchestrale come “I Am The Storm”, contraddistinta da efficaci e impetuosi stop and go e cambi di registro.  Purtroppo il tempo a loro disposizione è molto limitato e, dopo i ringraziamenti di rito e l’invito da parte della talentuosa frontwoman di incontrare la band al banchetto del merchandising, la formazione svedese si congeda tra gli applausi del pubblico.

PRIEST

Dietro al monicker dei Priest, come ben noto, si celano alcuni ex componenti dei Ghost che condividono assieme alla ex band madre quell’alone di mistero, anche qui preservato nel voler celare la propria identità con delle maschere particolari che accompagnano un look in pelle e vari led  luminosi posti sopra le loro teste, che nell’oscurità quasi totale illuminano lievemente i volti. Eseguono una mistura di musica elettronica, synth a profusione e digressioni nella new wave degli anni ottanta, con una stuzzicante spruzzata di industrial che rende la loro proposta molto accattivante ai più. Il frontman con la sua voce imperiosa parla molto con il pubblico e durante “A Signal In The Noise” ricorda che il pezzo è stato usato nella colonna sonora di “Hot Seat”, una produzione hollywoodiana con protagonista Mel Gibson, poi scende anche tra la gente continuando a cantare e toccando le teste dei presenti, in un rituale liturgico particolare tutto suo. Prima dei saluti e inchini, dove una flebile luce finalmente fa intravvedere meglio le figure del misterioso three-piece, la band chiude la loro performance con “Vadudeville”, sicuramente la composizione più  riuscita e intensa di tutto il set con il  pubblico, che tributa loro i giusti consensi prima degli attesissimi headliner.

DEATHSTARS

Poco dopo le 22.00 calano di nuovo le tenebre e fanno il loro ingresso i Deathstars, accolti trionfalmente dai presenti, aumentati in modo esponenziale e che hanno riempito per bene il Bloom. Si parte subito in grande stile con “Night Electric Night” e, anche se ci sono alcuni problemi tecnici iniziali (prontamente risolti), la band è carichissima. Mancando dall’Italia da così tanto tempo la voglia di riscatto è enorme e si nota proprio la volontà di dare il meglio sul palco. Ogni musicista è perfettamente a suo agio sulle assi, trova il suo spazio, interagisce con il pubblico e rende questa performance davvero di altissima qualità. Si continua con la nuova “Between Volumes And Voids” e la conturbante “All The Devil’s Toys”, dove protagonista è un irresistibile Cat Casino che nel suo fantastico outfit, accompagnato da un tacco dodici, ammicca ai presenti e agli obiettivi come solo lui sa fare. Whiplasher da sempre riesce a catalizzare l’attenzione su di se grazie alle sue ironiche, sexy e irriverenti battute, ma soprattutto merito della sua voce, che per fortuna si è preservata nel tempo e che su brani come “Tongues” e “Death Dies Hard” è sempre impeccabile. Anche Skinny con i suoi lunghi dread che pericolosamente rischiano di investirti è un inarrestabile animale da palcoscenico, tanto quanto il preciso e sorridente Nightmare, che praticamente ti suona addosso per tutto il tempo ed è alla costante ricerca di un contatto con le prime file, il tutto supportato dal nuovo batterista Marcus Johansson, sempre preciso e sul pezzo.

La scaletta è ben bilanciata e spazia ampiamente tra tutta la produzione della band, ma sono gli intramontabili classici come “Synthetic Generation” o “Blood Stains Blonds” a riscontrare il maggiore responso. Anche le nuove composizioni scelte a integrare la scaletta, come “Midnight Party” e “This Is”, hanno un forte impatto live e ben si sposano con il resto dei pezzi. Whiplasher simpaticamente zittisce il pubblico a suo piacimento e lo incita a urlare a comando, mentre Cat raccoglie un lucidalabbra (lanciato da una fan) dal pavimento e tenendolo tra le labbra, noncurante dei possibili germi, continua a giocarci e contemporaneamente a suonare. I brani scorrono via troppo velocemente e non si vorrebbe che lo show finisse mai, ma con l’inarrestabile “Blitzkrieg Boom” e l’avvolgente “Cynide” i Deathstars salutano i presenti suggellando un concerto davvero riuscito e coinvolgente, un concerto atteso da molto tempo e che ha ripagato tutti. Speriamo solo di non dover attendere nuovamente così tanto per rivederli dalle nostre parti.

Setlist:

Night Electric Night

Between Volumes And Voids

All The Devil’s Toys

Ghost Reviver

Midnight Party

Tongues

Greatest Fight On Earth

Death Dies Hard

This Is

New Dead Nation

Fire Galore

Metal

Synthetic Generation

Everything Destroys You

Blood Stains Blonds

Chertograd

Blitzkrieg Boom

Cyanide

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

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