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Deathstars: Live Report e foto della data di Helsinki

I Deathstars, freschi di pubblicazione del nuovo album “Everything Destroys You”, riprendono l’attività live dopo un lungo break e lo fanno dalla Finlandia con due date, una a Tampere il 30 ottobre e l’altra il giorno seguente a Helsinki al leggendario Tavastia Club. Noi ovviamente non potevamo lasciarci scappare l’occasione di testare i nuovi brani dal vivo e passare un Halloween alternativo con i re del death glam svedese, quindi abbiamo fatto armi e bagagli con destinazione Helsinki.

KING SATAN

Ad aprire la serata troviamo una band locale i King Satan, una formazione che fonde l’electro dark, il metal industriale con sfumature di death metal melodico, black metal sinfonico e l’energia del rock’n’roll supportato da una forte arte visionaria legata all’occulto, che si esprime anche sul palco. Merito dell’eclettico frontman King Aleister Satan, che da subito riesce a catalizzare su di se l’attenzione dei presenti. Il gruppo ad aprile ha pubblicato l’album “Occult Spiritual Anarchy”, e proprio da questo lavoro vengono estratti alcuni pezzi, come l’iniziale “Left Hand Path Symphony” e l’energica ed incisiva “This Is Where The Magick Happens”. Il tempo purtroppo è tiranno e con “The Killing Of God” si chiude un’esibizione intensa e che ci fa scoprire una nuova interessante realtà locale.

PRIEST

La seconda band a calcare il palco sono gli svedesi Priest, accolti con forte entusiasmo dai presenti che hanno ampiamente riempito il locale. La proposta musicale della misteriosa formazione mascherata è fortemente virata verso l’elettronica con sonorità meccaniche sorrette da melodie futuristiche e da una voce imperiosa. In alcuni pezzi i riferimenti ai Depeche Mode sono davvero imbarazzanti e si sfiora il plagio, ma il pubblico è in visibilio e acclama con entusiasmo questo singolare gruppo. Spicca il primo singolo “A Signal In The Noise”, tratto dal loro ultimo album “Body Machine”, dove il cantante sottolinea che il pezzo è stato usato in “Hot Seat”, un film hollywoodiano con Mel Gibson, e “Obey” la title track del loro EP, dove il gruppo tira fuori un po’ di personalità e si scrolla di dosso la presenza della band di Gahan. A “Vaudeville” spetta il compito di chiudere un concerto sicuramente riuscito ed apprezzato dai più, ma per chi scrive invece rimane quel senso di incompiuto, misto a delusione probabilmente  causato dalla alte aspettative riposte.

DEATHSTARS

Alle 21 e 30 si spengono le luci ed entrano in scena gli headliner, che attaccano subito in grande stile con la poderosa “Night Electric Night”.  La scenografia è semplice, con il solo telone con il logo della band, il tutto accompagnato da un gioco di luci efficace che rende l’atmosfera più evocativa e ad effetto. Il gruppo, sebbene sia alle prese solo con la seconda data, dal vivo si dimostra da subito in ottima forma e sciorina una scaletta ben bilanciata tra i classici che mandano in visibilio i presenti, senza dimenticare l’ultimo lavoro in studio da cui vengono estratti quattro pezzi. Spiccano l’inarrestabile “This Is”, una vera bomba dal vivo, l’irresistibile e festosa “Midnight Party” e la conturbante title track, con quel mood gotico atmosferico che colpisce diretto al cuore.

Ma sono i brani come “Tongues” o “Death Dies Hard” a mandare in visibilio i presenti, incitati da Whiplasher con le semplici parole “scream” o “hands” e ovviamente il tutto condito dai suoi sexy preamboli dall’umorismo nero che da sempre lo caratterizzano. Dall’album “The Perfect Cult” vengono eseguite in successione la sensuale “All The Devil’s Toys” e l’incalzante “Ghost Reviver”, un brano riguardante il pericolo di vendere la propria anima per dei piaceri temporanei, e in questo live a molte donzelle delle prime file è sfiorato questo pensiero. “Metal” riporta lo show su ritmi marziali e martellanti dove è impossibile rimanere fermi, mentre con “Synthetic Generation” si fa un tuffo nel passato, agli esordi che rendono molto felici chi segue i Deathstars da oltre un ventennio. Prima dell’esecuzione di “Chertograd” il frontman racconta l’incontro avvenuto nel pomeriggio con una fan proveniente da San Pietroburgo e tutte le peripezie fatte per arrivare in tempo in Finlandia e non perdersi le due date della band. Il finale è da cardiopalma con l’inarrestabile “Blitzkrieg Boom” e la bellissima “Cyanide”, che chiudono un concerto sentito ed intenso. Ma non è finita qui, la band prima di congedarsi invita tutti i presenti in un noto locale della città per l’after show che andrà avanti fino alle prime luci dell’alba, così nell’attesa di rivederli tra pochi giorni dalle nostre parti ci incamminiamo verso il The Riff, in una serata non troppo fredda per gli standard finlandesi.

Setlist:

Night Electric Night

Between Volumes And Voids

All The Devil’s Toys

Ghost Reviver

Midnight Party

Tongues

The Greatest Fight On Earth

Death Dies Hard

This Is

New Dead Nation

Fire Galore

Metal

Synthetic Generation

Everything Destroys You

Blood Stains Blonds

Chertograd

Blitzkrieg Boom

Cyanide

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