Motorjesus – Recensione: Deathrider

Una piacevole sorpresa questi bardi teutonici Motorjesus. Un melting pot la loro esaltante proposta metallica, capace di unire certe dosi di metallo ottantiano memore del ‘Santo Armato’ agli ultimi Entombed, amalgamando il tutto con massicce dosi di groove stoner. Fantastici sia nei chorus melodici che nelle parti più aggressive, conviventi in un tessuto sonoro enormemente valorizzato da una produzione ad hoc. Fin le battute iniziali, i nostri dimostrano che ci sanno fare e l’incalzante ‘Destroyer’ lo ribadisce in pieno con il suo riff portante scippato di peso agli Entombed del superbo ‘Uprising’. Ma non solo. Nella successiva ’10 Feet Under Ground’ e nell’acustica ‘Undertaken’, manifestano che anche quando alzano il piede dall’acceleratore, sanno dispensare emozioni. Un combo che ha saputo evolversi dalle proprie influenze, svelando spiccata personalità. Ma è l’alone tipico della band di Joey Vera e John Bush, il vero punto di volta, il quid differenziativo dalla massa di mestieranti senza arte ne parte e la potente titletrack ‘Deathrider’, lo ribadisce in toto. Un accostamento agli statunitensi Bible Of The Devil a questo punto non è così improbabile. Se i primi hanno come influenza principale i continentali Iron Maiden, Motorjesus di contro, esprimono amore viscerale a certe armonie ‘metallare’ tipicamente nord americane. Certi ammiccamenti melodici post grunge, non minano comunque un platter fresco, ascoltabile disimpegnatamene, saltellando (perché no?) tra le quattro mura domestiche. Ora vi abbiamo avvertito.

Voto recensore
7
Etichetta: Locomotive / Frontiers

Anno: 2006

Tracklist: 01. Legion of Rock
02. Destroyer
03. 10 Feet Under Ground
04. Deathrider
05. Distortion Sleep
06. The Howling
07. The Undertaken
08. Hellmachine
09. Invisible Man
10. Black Fuel Domination
11. Death Hammer Overload
12. The Evil

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