Ram – Recensione: Death

“Death” è uno di quegli album che ti ricorda come l’heavy tradizionale, alla fine, sia quello che ti da sempre le soddisfazioni più grandi. Gli assalti speed, le chitarrone roboanti, i riffoni rubati ai Judas Priest, tutte cose già sentite ma inspiegabilmente ancora appassionanti.

L’album in questione è l’ultima creatura partorita dagli svedesi Ram, band attiva dal 1999 ma salita alla ribalta dal 2005 con l’emergere del revival ottantiano. Approdati ora presso la storica Metal Blade, la band non sconvolge il proprio sound, rimanendo fedelmente ancorata alle sonorità del passato ma, come suggerito anche dal titolo, predilige, rispetto al passato, un sound più cupo, luciferino, vicino ai primi Mercyful Fate, vicinanza stilista confermata dalla seconda traccia “…comes from the Mouth Beyond”, a metà strada tra il proto-thrash dei Sanctuary e le atmosfere di “Melissa”. Siamo comunque nei territori dell’heavy classico e questo si evidenzia dalla seguente “I Am The End”, terremotante pezzo di chiara derivazione NWOBHM. “Release Me”, “Defiant” e “Frozen” omaggiano rispettivamente l’heavy primordiale di “British Steel”, i Maiden di “Trooper” ed i Black Sabbath più epici con il compianto Dio alla voce: pezzi sicuramente derivativi ma energici e trascinanti. Si arriva a toccare il territorio dello speed metal in “Under The Scythe” (ve li ricordate gli Abbatoir?”) virando addirittura in melodie folkeggianti nella successiva “Hypnos”.

“Death” rappresenta senza dubbio un piccolo passo in avanti per i Ram che riescono a proporre nel complesso un album più personale rispetto a “Lightbringer” che risultava troppo ancorato ai paradigmi dell’heavy classico. Senza gridare all’innovazione, i cinque svedesi sono progrediti anche a livello di songwriting, proponendo song più complesse e non sempre immediate, come il già citato secondo brano. Ci sarà comunque poco pane per i denti di chi cerca l’innovazione e l’originalità, ma accontentandosi di un ottimo album di sano heavy suonato con potenza si potrà passare un ottima ora scarsa in compagnia dei Ram: senza gridare al miracolo, una bella conferma.

Voto recensore
7
Etichetta: Metal Blade

Anno: 2012

Tracklist:
01. Death… 02:54
02. …Comes From The Mouth Beyond 06:10
03. I Am The End 04:04
04. Release Me 05:00
05. Defiant 04:12
06. Frozen 06:48
07. Under The Scythe 03:49
08. Hypnos 06:07
09. Flame Of The Tyrants 04:23
10. 1 7 7 1 05:10

Sito Web: http://www.facebook.com/pages/RAM/128575340510564?sk=wall

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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