Arch Enemy – Recensione: Dead Eyes See No Future

Non molto interessante questa nuova uscita targata Arch Enemy. il dischetto viene presentato come un EP contenete tracce live e cover inedite, ma in realtà si tratta di un CDS per ‘Dead Eyes See No Future‘, con materiale bonus che viene un po’ sopravvalutato nel prezzo di vendita. Sicuramente fa piacere ascoltare la band dal vivo e un’occhiata di sfuggita al video-clip la si concede volentieri, ma le tre cover presenti sono una peggio dell’altra con la punta bassa nella pessima versione di ‘Kill With Power‘, ennesimo esempio di come i pezzi dei Manowar è meglio che li si lasci fare a loro. Più accattivante, per ovvi motivi, ‘Incarnated Solvent Abuse‘, ma anche qui non riusciamo a trovare un motivo per ascoltare il pezzo più di una volta. Stessa sorte per ‘Symphony Of Destruction‘ (qui eseguita con accordatura più bassa e ritmo quasi industriale) che preferiamo di gran lunga nella versione classica proposta da Mustaine e compagnia di turno. In definitiva, tutta la nostra stima alla band, ma era davvero necessario immettere sul mercato materiale come questo?

Etichetta: Century Media / Self

Anno: 2004

Tracklist:

01. Dead Eyes See No Future

02. Burning Angel (Live)

03. We Will Rise (Live)

04. Heart Of Darkness (Live)

05. Symphony Of Destruction

06. Kill With Power

07. Incarnated Solvent Abuse

08. We Will Rise (Videoclip)


riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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