Dark Funeral – Recensione: De Profundis Clamavi Ad Te Domine – Live In South America 2003

I Dark Funeral ritornano con ‘De Profundis Clamavi Ad Te Domine’, primo album dal vivo per una delle black metal band più intransigenti ancora in circolazione, registrato durante le date live in Sud America nel Settembre del 2003. Innanzitutto colpisce l’ottima scelta della scaletta, che va a toccare pressoché in toto la carriera discografica della band, passando per episodi quali ‘The Arrival Of Satan’s Empire’, ‘The Dawn No More Rises’, ‘Vobiscum Satanas’, ‘Ineffable Kings Of Darkness’. I Dark Funeral si dimostrano un insieme compatto e dotato di una carica micidiale on stage, (sarete presto travolti dai riff scorticanti tessuti dal leader Lord Ahriman e da Chaq Mol…) trascinati dal singer Emperor Magus Caligula, che oltre ad essere in gran forma si dimostra un ottimo arringa folle. Per il resto, questo ‘De Profundis…’ gode di tutti quegli standard qualitativi che rendono un live album un lavoro buono e non solo una golosità per gli inossidabili collezionisti: suoni puliti, una band aggressiva e sicura di sé, produzione ottima. Escludiamo la valutazione numerica poiché il prodotto in questione rientra in una tipologia rivolta esclusivamente agli aficionados del malefico combo, ma per costoro ‘De Profundis Clamavi Ad Te Domine’, è un acquisto consigliato senza alcun indugio.

Etichetta: Regain / Self

Anno: 2004

Tracklist:

01.Intro
02.The Arrival Of Satan’s Empire
03.An Apprentice Of Satan
04.The Dawn No More Rises
05.The Legions Come
06.Hail Murder
07.Goddes Of Sodomy
08.The Secrets Of The Black Arts
09.Vobiscum Satanas
10.Shadows Over Transylvania
11.Open The Gates
12.Ineffable Kings Of Darkness
13.Thus I Have Spoken
14.My Dark Desires
15.Armageddon Finally Comes


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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