Megadeth: “The World Needs A Hero” – Intervista a Dave Mustaine e Al Pitrelli

Sono Dave Mustaine e Al Pitrelli ad intraprendere il giro promozionale europeo per il nuovo ‘The World Needs A Hero’, da poco nei negozi. L’ enfasi sul “ritorno al metal” ormai legata a doppio filo a questo disco non trova davvero controparte nell’atteggiamento e nelle scelte espressive di Dave Mustaine: silenzioso, eccessivamente sintetico e totalmente serio non fa che ribadire che sono finiti i tempi di ‘Risk’ e ‘ Cryptic Writings’ ma senza fermarsi sulla parola metal e senza lasciar trasparire più di tanto sulla genesi di ‘The World Needs A Hero’. E’ quindi Al Pitrelli, non si sa se per l’entusiasmo del nuovo arrivato o con l’imbarazzo di chi si trova ogni giorno di fianco ad un lunatico nato come Mustaine, a parlare a ruota quasi libera.

La partenza è senza indugi, forse fin troppo esplicita: pensate che ‘The World Needs A Hero’ sia un ritorno alle sonorità di ‘Countdown To Extinction’?

(D. Mustaine) ”È un altro capitolo.”

Il suono del disco è grosso, molto caldo e “prodotto”. Avete avuto un lavoro difficile in studio, lavorando sul suono strato su strato, oppure le cose sono più semplici di quanto sembri?

(D.M.) “E’ andato tutto bene, e poi penso che il suono sia molto più grosso perché il 50% del gruppo è italiano adesso…”

(A. Pitrelli) “…io e DeGrasso (ride)

(D.M.) Negli ultimi due lavori ero molto eccitato all’idea di lavorare con Dann (Huff, produttore di ‘Criptic Writings’ e ‘Risk’, N.d.A.) e d’imparare da lui un sacco di cose: trucchetti con la chitarra, con la voce, tecniche di produzione e altro. Volevo veramente assorbire, ma il mio stile è heavy metal, io volevo un produttore che fosse heavy. Quindi Dann mi andava a genio, ma gli ultimi dischi penso fossero troppo ‘ slick’, capisci cosa intendo?”

Slick? Troppo “puliti”?

“Slick, pulito, come un bel sedere oliato di una ragazza (mimando la forma dei glutei con le mani…)…”

Esattamente. Vorrei però insistere sul ritorno a certe sonorità …

(D.M.) “Certo, si tratta di un come back definitivo, e siamo molto eccitati di questo, di essere ritornati a suonare rock e quando abbiamo saputo chi erano gli le bands che avrebbero partecipato al Gods Of Metal quest’ estate ci siamo detti: wow, ci sono dei gruppo veramente grandi! Io adoro i Motorhead e siamo stati in tour con i Savatage anni fa, divertendoci un sacco.

Non so cosa facciano i Primal Fear e gli altri, ma conosco i Testament: io amo i Testament. Io e Chuck Billy siamo vecchi amici, dei buoni amici ed è un onore suonarci assieme: una specie di’ Clash Of The Titans 2’ .” (l’intervista ha avuto luogo prima dell’annullamento dei Testament, N.d.A.)

Avete una nuova etichetta (Metal-Is/Sanctuary), nuova formazione, che sorpresa avete avuto nel realizzare che l’attesa per un nuovo grande album era così alta? Avete avuto pessime recensioni riguardo agli ultimi due lavori, ma l’attesa per questo disco è in ogni caso notevole, malgrado i Megadeth abbiano aspettato sette anni per tornare a fare un grande disco…

(D.M.) “L’etichetta ha sotto di sé alcune leggende dell’ heavy metal e il manager degli Iron Maiden, Rod Smallwood, insomma una vera etichetta metal, per ritornare alla grande; è fantastico, una grande sensazione. D’altronde anche la Sanctuary era orgogliosa di lavorare al nuovo Megadeth e si sono dimostrati felici di questo. Per quanto riguarda il nuovo chitarrista, Marty alla fine non voleva fare più parte del gruppo e abbiamo trovato un sostituto veramente buono. Jimmy conosceva Al da parecchio tempo e lo stesso per me con Jimmy, con cui sono amico da anni, quindi diciamo che mi sono fidato di lui. Non ha mai fatto scelte da perdente, altrimenti non sarebbe il nostro batterista! (risate, N.d.A.)

Provate gratitudine e fedeltà verso i vecchi fan? Come vi relazionate voi e come a loro volta loro si relazionano a voi, alla luce di tutti questi cambiamenti?

(D.M.) “Il ritorno del gruppo, l’aspettativa per questo disco, per aver aspettato sette anni…beh, io dico: grazie per avere aspettato, ragazzi! Comunque dieci anni fa il tipo di musica, rispetto ad ora, non era poi così diverso e anche noi siamo gli stessi. Beh, certo un pochino differenti lo siamo, perché due ragazzi se ne sono andati, noi siamo un pochino più vecchi. Dieci anni sono un tempo lungo, ma non siamo cambiati molto e comunque apprezziamo veramente, veramente molto quei fan che ci hanno aspettato, perché senza di loro non saremmo nulla.”

(A.P.) “E’ eccitante che ci sia tutta questa attenzione per il ritorno dei Megadeth e, per rispondere alla tua domanda, su come mi relaziono ai fan: beh, sono io stesso un fan dei Megadeth! Quando suonavo con Alice Cooper, nel 1989, per il ‘Thrashes The World Tour’, ho incontrato i ragazzi per la prima volta. Loro hanno anche fatto la cover di ‘No More Mr Nice Guy’, e mi sono detto: questi ragazzi sono pazzi! Così quando cercavano un chitarrista…beh, eccomi qui! Sono un vero nome nella comunità metal e rock e la possibilità di essere stato coinvolto in progetto del genere è davvero grandioso. È stato Jimmy (De Grasso, batterista, N.d.A.) a contattarmi, mi ha chiamato il giorno dopo Natale, prima del capodanno del duemila, quello dei cambiamenti e delle novità, e mi dice: Marty sta per lasciare i Megadeth, potrebbero essere il tuo gruppo, che ne dici? Io rimango li e poi mi dice solamente: buon Natale, Al Pitrelli!(risate, N.d.A.) Così il giorno dopo capodanno mi sono messo subito al lavoro e ho cominciato il millennio con una della più grandi heavy metal bands di tutti i tempi. E’ grandioso, tutto! Il nuovo manager, un’etichetta discografica che cresce giorno dopo giorno… Noi siamo qui a Milano per la promozione: sei settimane tra Europa, Giappone e Australia, altre quattro settimane in America; dieci settima di promozione, tra video, show acustici e radio. Pensa che il disco uscirà solo tra due mesi e il primo concerto sarà ai primi di giugno, mi pare una gran cosa!”

Pensate che oggigiorno nel mondo musicale ci sia ancora spazio per un gruppo, per una musica come quella dei Megadeth, dopo tutti questi anni?

(A.P.) “Certo, io penso proprio di si! Le band heavy metal hanno qualcosa di differente rispetto a quelle hip-hop, dance, rap; il metal è qualcosa che scavalca le mode.”

La pensi davvero così?

“Sicuro! Il metal si basa su grandi cantanti, ottime canzoni, guitar-hero e folli batteristi, guarda gli AC/DC, sono la storia e durano e dureranno più di una qualsiasi Britney Spears, Backstreet Boys o Korn e Limp Bizkit, perché sono un vero gruppo.”

Beh, in U.S.A. la situazione non è proprio così, qui da noi si sta un po’ meglio, ma…

“Si, la situazione è delle radio e di MTV, loro ti dicono cos’ è di moda e cosa no: questo, questo e questo sono cool e così Megadeth, Slayer o Pantera non vengono passati nè in radio nè in tv e diventano underground, è così dai primi anni novanta.”

Christian Zaninotto

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