Darkest Hour – Recensione: Perpetual Terminal

Sono quasi trenta gli anni sulle spalle della band americana Darkest Hour, colossi di Washington D.C. che, per un motivo o per l’altro, qui in Europa non sono mai riusciti a essere visti con l’importanza che meritano, sebbene abbiano pubblicato album che sono diventati dei veri e propri mostri sacri, specialmente nel periodo 2001-2007, con vere hit di quegli anni per quanto riguarda il mondo Metalcore associato al Melodic death Metal. Il tempo passa e quella rabbia giovanile si è trasformata, maturando in consapevolezza, e oggi i Darkest Hour sono pronti a rilasciare il proprio decimo album a ben sette anni di distanza dall’ultimo, apprezzatissimo, “Godless Prophets & Migrant Flora“, con un’unica grande differenza, l’entrata in scena di Nico Santora (ex Suicidal Tendencies, Fallujah) che sostituisce Mike Lonestar Carrigan, uscito dalla band nel 2020.

Perpetual Terminal” mostra il cambiamento che c’è stato nella band in questi sette anni. Infatti, a differenza del predecessore, che aveva una produzione e un’attitudine più vicina all’Hardcore (elemento che comunque è sempre stato nelle vene dei DH), questo nuovo lavoro si presenta più vario e maturo, con una grande ricerca musicale che onora questi sette anni di assenza in studio assieme alle sue 11 canzoni, che si susseguono in poco meno di 40 minuti. Il nuovo disco parte a cannone con la title track, che viene seguita a sua volta da “Societal Bile“, i due singoli già usciti su tutte le piattaforme. Qui si può già più o meno capire quale sarà la natura del disco. Con il primo brano affonderemo l’ascolto in un territorio sovrastato da melodie e da riff, la parte dei Darkest Hour legata al Death Metal melodico, mentre la seconda ha una natura decisamente più HC. Non è però tutto, infatti i nostri non si soffermano necessariamente solo sul riffing oppure sul tupa tupa, “Perpetual Terminal” è anche cambiamento e ciò si sente anche grazie allo stile esecutivo del neo chitarrista Nico Santora, che fa riconoscere il proprio tocco nei vari brani, ampliando gli orizzonti del reparto sei corde e aggiungendo parti soliste interessanti che non solo arricchiscono i brani, ma danno anche loro una ventata di fresco non indifferente. La bellezza del disco sta infatti anche nella sua varietà, e in questo i Darkest Hour hanno saputo sorprenderci con due brani che si discostano notevolmente dal solito sound della band. Mi riferisco a “One With The Void” e “Mausoleum“, che mettono in primo piano il talento del cantante John Henry che, c’è da dire, con questo disco ha fatto un notevole salto di qualità, mettendosi davvero in gioco con tutte le sue doti canore e uscendo non raramente dalla propria comfort zone. Non a caso i Darkest Hour stessi avevano affermato che in questo album ci sarebbe stata la migliore performance vocale del cantante, cose che spesso si sentono dire, ma sono felice di dire che l’affermazione ha un suo perché e che concordo appieno con quanto detto. “Perpetual Terminal” è un album che dimostra quanto la band abbia saputo virare dalla propria rotta abituale senza però stravolgere il proprio stile, arricchendo i brani e accarezzando in parte delle linee Heavy metal moderno restando al 100% Darkest Hour. Il disco parla del sapere qual è il proprio posto e sapere il proprio valore, essere pronti a combattere per i propri ideali. Non a caso la band utilizza spesso nelle liriche dei brani di “Perpetual Terminal” (oltre che averlo usato nel video ufficiale della titletrack) un oggetto strettamente associato alle battaglie, la spada, sinonimo della lotta che i nostri sono pronti a intraprendere per i propri ideali. La produzione decisamente gradevole e la scelta dei suoni sono un pregio che completa questo decimo lavoro. I Darkest Hour sono tornati in grande forma, con un album che piace e che piacerà.


Etichetta: MNRK Heavy

Anno: 2024

Tracklist: 01 – “Perpetual Terminal” 02 – “Societal Bile” 03 – “A Prayer To The Holy Death” 04 – “The Nihilist Undone” 05 – “One With the Void” 06 – “Amor Fati” 07 – “Love Is Fear” 08 – “New Utopian Dream” 09 – “Mausoleum” 10 – “My Only Regret” 11 – “Goddess Of War, Give Me Something To Die For”
Sito Web: https://www.facebook.com/DarkestHourDudes/

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