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Unshine – Recensione: Dark Half Rising

Se non siete ancora stanchi delle innumerevoli female fronted band a cavallo tra gothic, symphonic, melodic metal e chi più ne ha più ne metta, allora anche gli Unshine potrebbero fare al caso vostro. “Dark Half Rising” è il terzo studio album della band finlandese, per la prima volta sotto l’egida di Massacre Records. Inutile poi dire che il platter è curato nei minimi particolari da un punto di vista produttivo, negli arrangiamenti e nelle esecuzioni, ma non si distanzia molto da quanto abbiamo avuto la possibilità di ascoltare ormai in più salse. Ci sono elementi folk, altri prossimi al power metal, altri ancora decisamente più “dark” e di effetto, con la forma a prevalere sulla sostanza. L’opener “Nadjas Wailing About Coming Of The Frost” è una piacevole ballad in chiave medieval/folk giocata sulla chitarra acustica e subito mette in luce le pregevoli doti vocali della cantante Susanna Vesilahti, oggettivamente una ottima interprete. La Successiva “The Oath To Wilderness Of Unredeemed Nature” si pone sulle coordinate del power sinfonico, con ritmi veloci e un refrain accattivante, sebbene non presenti elementi distintivi particolarmente originali. Un po’ il difetto dell’album dunque, che identifica i nostri Unshine come bravi mestieranti e continuatori di un genere che non manca di raccogliere consensi. “Idyl” piace per la sua delicatezza e per il rinnovato ricorso a sonorità popolari “saltellanti” e godibilissime, mentre “Ikuinen Taistelu” ha dalla sua un sentito flavour epico che soddisferà anche gli amanti del metal classico. Il tutto senza inventare nulla ma con indubbia professionalità.

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