Mercoledì 15 gennaio unica data italiana per il tour europeo dei Dark Funeral, accompagnati dai nostrani Fleshgod Apocalypse ed Ex Deo e dai francesi Kami No Iraki.
Causa il solito traffico e un paio di incidenti, arriviamo al Live di Trezzo quando i francesi Kami No Iraki, monicker da ristorante di sushi, hanno già terminato, quindi su di loro non posso dire nulla, a parte aver sentito un paio di commenti fatti da parte di chi già era nel locale: deathcore di buona fattura con qualche innesto sinfonico.
EX DEO
Facciamo in tempo a varcare la soglia del locale, in cui non entravo dall’edizione 2022 del Metalitalia Festival, ed ecco che iniziano a suonare gli Ex Deo. Guidati dal frontman italo-canadese Maurizio Iacono, già leader dei rocciosi Kataklysm, i canadesi ci danno dentro con il loro repertorio death metal dalle venature epiche che caratterizza la loro carriera e il repertorio proposto in questa occasione. Dal vivo sono piuttosto coinvolgenti e i brani proposti, fra cui “Romulus“, uno dei più famosi, iniziano a scaldare a dovere il pubblico che inizia a riempire un po’ il locale.
FLESHGOD APOCALYPSE
Pausa per un veloce panino e una seconda birra ed è il turno dei perugini Fleshgod Apocalypse. Il quintetto, dopo una lunga gavetta, con l’ultimo album “Opera” dello scorso anno ha ormai raggiunto una fama a livello internazionale, che li sta portabndo a esibirsi in bdiverse situazioni anche all’estero. Guidati dal leader Francesco Paoli, ben coadiuvato dalla cantante lirica Francesca Bordacchini e da tutti gli altri membri della band, i nostri in un’ora circa di concerto propongono pezzi della loro ultima fatica e recuperano anche perle del passato, come ad esempio “Minotaur, The Wrath Of Poseidon“. Veramente una performance eccellente con tutto il pubblico coinvolto e partecipe.
DARK FUNERAL
Cambio di scenografia e dopo un’attesa non molto lunga (il concerto finirà alle 22.30 in perfetto orario) salgono sul palco le leggende del black metal svedese, i veterani Dark Funeral.
Acclamati dai circa 600 presenti, i nostri sublimano trent’anni di carriera con una performance impeccabile. La setlist è abbastanza variegata, dato che si passa dai primi pezzi dell’EP del 1994 alla più recente “Unchain My Soul“. Bardati con armature e spuntoni, con rigoroso corpsepaint annesso, i nostri sanno come tenere il palco, e se Heljarmadr è di una compostezza quasi disarmante, rispetto alla frenetica follia del suo predecessore Emperor Magus Caligula, ci pensano gli altri capitanati da Lord Arhiman a scatenare i presenti con riff lancinanti e una sezione ritmica portentosa e muscolare.
Un’ora abbondante di concerto che ci siamo goduti dal fondo, dove la visuale e l’acustica erano ottime.
Alla prossima.










































