Newman – Recensione: Dance In The Fire

Release numero tre per Steve Newman, cantante/tastierista/chitarrista britannico di passaporto, ma americano in quanto a inclinazioni artistiche. ‘Dance In The Fire’ è infatti un disco di retro-a.o.r ottantiano, con avvolgenti strati di tastiere a ricoprire chitarre pompate e cori pirotecnici. Night Ranger nel mirino, qualche lampo di Giuffria all’orizzonte, convinzione, vibrazioni postive e alcuni refrain da sing-along (‘Every Moment’, ‘Anything You Need’, ‘Love Is The Drug’, ‘Must Have Been An Angel’), ma i momenti dal feeling speciale sono quelli in cui Newman affronta con piglio british-blues (alla Coverdale, per intenderci) le teorie statunitensi: l’attrito produce scintille e ‘Jealousy’ lo dimostra ampiamente. Un’ora di buon a.o.r. Nulla di più, nulla di meno.

Voto recensore
6
Etichetta: Escape Music/Frontiers

Anno: 2000

Tracklist: Every Moment
Jealousy
Dangerous
Anything At All
Pray For The Day
Burned
Love Is The Drug
Must Have Been An Angel
I'm Not Your Lover
Remember The Night
Call My Name
Follow Your Heart

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