Jeff Scott Soto – Recensione: Damage Control

Jeff Scott Soto, artista eclettico e camaleontico, approda alla quinta fatica discografica solista sicuro di sé, padrone dell’inconfutabile certezza  di riuscire a tenerci in pugno con la sua musica. Come dargli torto.

Su “Damage Control” il cantante statunitense cambia i vestiti al suo sound spogliandolo dalle influenze soul e funk  che caratterizzarono il suo precedente lavoro solista “Beautiful Mess”  e, a ragion veduta, lo ammanta con un hard rock sospeso tra il classico ed il moderno dove la melodia è il filo conduttore che permea tutte le tracce.

“Die A Little”, ”Tears That I Cry” e “How To Love Again”, irresistibili e scintillanti, vivacizzano l’atmosfera con un’effervescenza sonora in perfetto stile eighties  ed hanno tutte le carte in regola per diventare veri e propri anthem. Alcuni episodi , invece, come  l’opener “Give A Little More”, la title track e “AfterWorld”  sono irrobustiti dal riffing muscolare delle chitarre che, pesanti come macigni, mostrano il lato più heavy e moderno dell’album. Curiosa menzione  per “Krazy World” che, attestandosi  sulle stesse coordinate sonore, assomiglia notevolmente  anche nell’incedere a “Sleeping With The Enemy” (opener di “Knock You Down” dei Dynazty). Non può mancare inoltre la ballad strappalacrime infatti “BonaFide” con la sua atmosfera intensa e sublime addolcisce il clima del platter sviluppandosi in un emozionante crescendo di  gran classe.

L’ottima produzione valorizza la bontà del repertorio di “Damage Control” (l’unica canzone che, a conti fatti, seppur gradevole non entusiasma a dovere è la conclusiva “NeverEnding War”) ovvero la  release più heavy di tutta la discografia solista di Jeff Scott Soto, creata con l’intento di accaparrarsi i consensi di un’ampia fetta di pubblico e non solo dei sostenitori di vecchia data di questo ‘camaleonte del rock’.

Un ritorno ammirevole, quindi, realizzato anche grazie al contributo di alcuni personaggi noti della scena rock mondiale come, ad esempio, Gary Schutt, Joel Hoekstra (Night Ranger) e Dave Meniketti (Y&T) alle chitarre, Nalley Påhlsson (Ex Treat) al basso, Casey Grillo (Kamelot) e Jamie Borger alla batteria.

Welcome back, Mr. Soto

Voto recensore
8
Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2012

Tracklist:

01. Give A Little More

02. Damage Control

03. Look Inside Your Heart

04. Die A Little

05. If I Never Let Go

06. Tears That I Cry

07. BonaFide

08. Krazy World

09. How To Love Again

10. AfterWorld

11. NeverEnding War


Sito Web: http://jeffscottsoto.com/news/

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