Syrinx – Recensione: Crystal Cliffs

Questo disco è davvero educativo. Non avremmo mai creduto che un semplice cd potesse diventare simbolo di sociologia. Veste i panni di un prog metal vicino alle cover band di Rush e Dream Theater, infila inserti ” power” e metal ottantiano dove capita, letteralmente a caso, diventa lirico nell’introduzione di ‘In My Mind’ prima che un cantante sofferente ed irritante livello sirena dei pompieri possa portare a compimento lo scempio – perpetrato per altro in tutto il disco -, insomma, un vero riassunto del peggio che un ascoltatore possa aspettarsi all’interno del progressive (metal o meno ha poca importanza). Non esiste prova d’appello, dove le canzoni non riescono a reggersi, dove la proposta dei Syrinx non riesce a farsi reggere nemmeno dalle orecchie foderate di prosciutto. ‘ Valley OF Fate’ è forse la canzone peggiore ascoltata negli ultimi anni, una vera schifezza degenerata nelle lande del cattivo gusto, tanto scimmiotta le costruzioni storte e malate dei King Crimson riuscendo soltanto a diventare l’unica candidata al titolo di “composizione racchia” del secolo. Un disco immondo, veramente penoso, per un gruppo che ci auguriamo prima cambi il cantante e poi genere musicale. Dal nostro punto di vista, questo disco è divertente come mettere la testa in un catino ricolmo di guano.

Voto recensore
1
Etichetta: Season Of Mist/Audioglobe

Anno: 2001

Tracklist: New Old World
Frozen Tears
Surge OF Anger
In My Wind
Hollow Promises
Confessions
Nightmare Of War
Valley OF Fate
Crystal Cliffs
At Dawn

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