Obscura – Recensione: Cosmogenesis

Si sta lentamente trasformando da ipotesi a certezza la tesi che il meglio della scena arrivi attualmente dal settore death-metal. Nonostante il metal estremo (ma anche non) abbia ormai consolidato da tempo una tendenza esagerata all’autoreferenza, a imprimere una svolta verso la qualità sono stati indubbiamente i migliori termini di paragone cercati. Prendete come esempio questo nuovo lavoro degli Obscura: se dopo pochi minuti vengono già in mente band come Cynic, Death, Pestilence e Atheist significa che la sfida lanciata dal gruppo è un po’ più meritevole d’attenzione rispetto alla scontata rincorsa di velocità e brutalità con cui ci si imbatte ancora troppo spesso. Una prova non certo facile da sostenere, non solo dal punto di vista della tecnica, ma soprattutto da quello del songwriting, visto che nel campo specifico è estremamente semplice abbandonarsi alla fredda esibizione. E, se la qualità tecnica è garantita da una line-up di musicisti fenomenali come Christian Muenzner e Hannes Grossmann (Necrophagist), più il bassista Jeroen Paul Thesseling (Ex-Pestilence), è proprio nell’abilità di evitare la trappola dell’autocelebrazione cervellotica che rinveniamo negli Obscura il marchio dei maestri di un tempo. Bastano pochi ascolti attenti per districare la trama complessa delle variazioni ritmiche e dei mutamenti d’umore e una costante presenza di passaggi più melodici aiuta non poco. Mettersi a descrivere ogni singola sfumatura richiederebbe un pomeriggio, quindi ci limitiamo a dirvi che la ricchezza di diversificazioni è straordinaria e che se nello stesso disco si riescono ad armonizzare sensatamente rimandi che vanno dallo swedish death, al prog-metal, al techno-thrash, fino alle più classiche influenze fusion-jazz di stampo metalizzato, significa che la maturità raggiunta è davvero notevole. E’ giusto avvertire i brutallari che l’anima progressiva del gruppo surclassa quasi costantemente quella più estrema, ma si tratta di una scelta stilistica coerente con le influenze denunciate, da cui risulta un prodotto indubbiamente impegnativo che ha come destinatari gli amanti di dischi come “Focus”, “Symbolic” e “Spheres”. Per costoro “Comogenesis” sarà un manna attesa da molto tempo, una piccola gemma che regalerà molta soddisfazione e che si candida senza discussione per diventare una delle uscite dell’anno in campo metal.

Voto recensore
8
Etichetta: Relapse / Masterpiece

Anno: 2009

Tracklist:

01. Anticosmic Overload

02. Choir Of Spirits

03. Universe Momentum

04. Incarnated

05. Orbital Elements

06. Desolate Spheres

07. Infinite Rotation

08. Noosphere

09. Cosmogenesis

10. Centric Flow


Sito Web: http://www.myspace.com/realmofobscura

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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