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Coreleoni – Recensione: II

A Leo Leoni il giochino chiamato Coreleoni deve essere piaciuto parecchio, al punto di bissare dopo due anni con un seguito chiamato semplicemente “II”. Grazie a lui, ad alcuni suoi vecchi amici ed all’ugola notevole di Ronnie “prezzemolo” Romero, ecco altri antichi classici tratti dai primi dischi dei Gotthard, portati a noi con suoni moderni ma non artefatti, ed una energia ruspante e ben poco “meditata”. Poco o nulla è cambiato dall’esordio di poco più di un anno fa, se non la volontà di avere un suono ancora più diretto e “Live”, andando sempre a pescare nelle origini di una band che oramai va verso i trent’anni di attività, ma che Leoni vede come un progetto “mainstream” e melodico, e quindi ecco i Coreleoni come valvola di sfogo per qualcosa di più “piccolo” e musicalmente pesante.

Certamente non abbiamo nulla da ridire su canzoni sempre di grande effetto come “Standing in the Light” (opener del mitico primo album), “She Goes Down”, “Mountain Mama” e l’intensa semiballad “Angel”, che ci fanno tornare alla mente grandi melodie ed una potenza mai doma o edulcorata dal tempo che passa. Ad insaporire ulteriormente la pietanza musicale ci pensano due inediti come la cupa e possente “Don’t Get Me Wrong” ed il ritornello accattivante della sbarazzina “Queen of Hearts”, per non parlare della sorprendente cover di “Boom Boom Boom” del maestro del blues John Lee Hooker (presente però soltanto nell’edizione speciale digitale ed in vinile). Non possiamo recriminare nulla nemmeno al portentoso Romero, sempre molto grintoso e che sembra toccare note molto alte senza alcun sforzo. Una conferma scontata ma piacevolissima, con Leo Leoni e la sua creatura Coreleoni si va sempre sul sicuro!

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