Buckcherry – Recensione: Confessions

Finalmente l’attesa spasmodica per il nuovo album dei Buckcherry è finita e ci ritroviamo tra le mani “Confessions”, sesto album in studio del quintetto proveniente da Los Angeles. La band nel corso degli anni è riuscita a crearsi un seguito piuttosto nutrito e a sviluppare un sound personale e inconfondibile, che li ha portati sia a consolidare una fedele fan base che a intraprendere partnership importanti con marchi prestigiosi come Nascar, Espn e Wwe e perfino a prendere parte nella colonna sonora di film di successo come per esempio in “The Avengers”.

In questo nuovo lavoro in studio la band ha affrontato come tematica portante quella dei sette peccati capitali e questo è ampiamente riscontrabile guardando i titoli delle composizioni presenti in “Confessions”. Tutto questo è comunque parte di un progetto molto più vasto che comprende anche un film dal medesimo titolo in cui Josh (voce), si mette a nudo e racconta della sua vita nella band e anche dei momenti difficili attraversati nell’adolescenza. E infatti ad un primo ascolto di questo platter è lampante la voglia di sdoganarsi dal solito cliché del sex, drug and rock’n’roll in favore di una maturità compositiva diversa, più profonda, che di certo non rinnega il passato, infatti ci sono sempre song che ricordano il lato più spensierato della band, come nel primo brano e primo singolo e video “Gluttony”, dove  il sound e trademark dei Buckcherry è inconfondibile, ma c’è di più in questo “Confessions”, c’è una sorta di malinconia, di tristezza di fondo, un’amarezza sopita da tanto tempo che sfocia prepotente in quasi la totalità dell’album, una sensazione di malessere e disagio che emerge in superficie in brani come la straziante “Sloth”, in cui viene affrontato il tema del suicido, il padre di Josh infatti si è tolto la vita quando lui aveva solo dieci anni e la malinconica ballad ”The Truth”. Altro brano di altissimo livello e un po’ insolito per la band californiana è “Pride”, che nel cantato sembra quasi uno spoken word declamato e grondante rabbia e dolore, invece in “Seven Ways To Die”, si ritorna a premere il piede sull’acceleratore in pieno Buckcherry style, mentre la splendida ballad “Dreamin’ Of You”, chiude in bellezza un lavoro riuscito, maturo che riconferma la grandezza di una band che mai come adesso è riuscita a mostrare le sue mille sfaccettature e anche le proprie fragilità, un must per questo 2013 da poco iniziato.

Voto recensore
8
Etichetta: Eleven Seven Records/ EMI

Anno: 2013

Tracklist:

01. Gluttony

02. Wrath

03. Nothing Left But Tears

04. The Truth

05. Greed

06. Water

07. Seven Ways To Die

08. Air

09. Sloth

10. Pride

11. Envy

12. Lust

13. Dreamin’ Of You


Sito Web: http://buckcherry.com/

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

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