Il Carico Dei Suoni Sospesi – Recensione: Condizione Alienata

Più che di musica schierata politicamente, possiamo parlare di musica schierata contro la società stessa. Il  Carico dei Suoni Sospesi, band fiorentina nata nel 2008, guarda il mondo occidentale con occhio lucido, disgustato e ironico, su cui si costruiscono testi “contro” per principio. Non si salva nessuno, siamo tutti omologati, schiavi della linea di pensiero principale, dove perfino pagare le bollette entro i limiti previsti diventa una necessità per essere accettati dal gregge. Il peggio è che questo bieco consumismo (questa è la tesi che la band sostiene) è talmente ingannevole da farti credere ch tu sei comunque capace di ragionare in autonomia, quando invece non è così. Tutto ciò è sicuramente vero, anche se forse la stessa sfiducia nel genere umano è portata all’estremo. Non mancano comunque i riferimenti colti, come il brano d apertura, che è  appunto la lettura di un testo di Goethe, o un paio di testi ispirati dallo scrittore britannico contemporaneo Tom Hodgkinson. Anche il genere musicale proposto dal Carico cerca evidentemente di staccarsi dal conformismo delle etichette in generi e sottogeneri, e propone una fusione fra musica elettronica e funky, con la voce di Sara Matteini Chiari che ricorda molto quella di Simona Bencini, cantante dei concittadini Dirotta Su Cuba. Il genere non è estremizzato, i brani non mancano di buoni momenti melodici e le parti cantate (alcuni brani sono solo recitati) sono sicuramente valide. Certo, bisogna vedere se si è anche d’accordo con le tesi proposte, ma questo rimane alla scelta del singolo ascoltatore.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Autoprodotto

Anno: 2011

Tracklist:

01. Goethe
02. Sensi di colpa di un ritardatario cittadino medio
03. MUSAntartica
04. Abitudini
05. Io cito
06. La società dei consumi
07. Sua maestà il mercato
08. L’intenzione
09. L’uomo non serve all’universo
10. Carriera
11. Catodici praticanti


anna.minguzzi

view all posts

E' mancina e proviene da una famiglia a maggioranza di mancini. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi mai smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va al cinema, canta, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Adora i Dream Theater, anche se a volte ne parla male.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi