In Flames – Recensione: Come Clarity

Ritornano gli In Flames e una volta di più cambiano pelle. Sui mutamenti stilistici del combo svedese sono già stati scritti fiumi di inchiostro, e per questa volta sarebbe opportuno omettere la questione: “ma suonano ancora death metal”? La risposta è fin troppo chiara: no.

Ma chi si ferma è perduto, e gli In Flames, con il nuovo ‘Come Clarity’, giocano una carta in più, che li porta al “next step” definitivo: la riscoperta delle proprie radici. Può sembrare un paradosso ma è proprio così, i cinque svedesi combinano con grande attitudine il sound tecnico e melodico del periodo mediano alla continua ricerca del groove, del pezzo cattivo ma che resti impresso, smussando al contempo gli angoli alle troppe intrusioni moderne che avevano fatto un po’ storcere il naso ai tempi di ‘Reroute To Remain’ e ‘Soundtrack To Your Escape’.

In linea di massima, durante l’ascolto di ‘Come Clarity’ si intuisce una forte base techno/thrash che assicura ai brani la giusta dose di velocità e potenza (questo è ben chiaro fin dall’opener ‘Take This Life’) e ovviamente una buona varietà, che si sublima negli assoli di Jesper Stormblad e Bjorn Gelotte, che chiamano in causa anche un gusto “retrò” di fattura classic metal.

Ma la violenza non è mai fine a sé stessa, e a ridimensionare gli spigoli intervengono dei refrain dove è la melodia a porsi in primo piano attraverso gli arpeggi e garbate venature elettroniche, in cui la voce di Anders Fridén mostra la sua duttilità, passando da un pulito recitato ad un sincopato disturbante “quasi-rappato”, a dimostrazione che anche il tanto bistrattato “nu”, un posticino nel percorso evolutivo degli In Flames ce l’ha avuto eccome.

Ovviamente non mancano le variazioni sul tema, ad esempio l’industrial metal aggressivo di ‘Leeches’, la gotica ‘Dead End’, con l’apporto della voce femminile ed un refrain quasi pop, e ancora la titletrack, una dark ballad dolcissima e carica di pathos. Gioca infine a favore della band la durata relativamente breve del disco: i brani sono snelli, mai appesantiti da passaggi ripetuti e capaci di farsi ricordare fin dai primi ascolti.

E il bello è che, pur in mezzo a tanti e variegati suoni, gli In Flames non rinunciano ai loro tratti caratteristici, sempre riconoscibili. Che suonino death o che suonino rock, gli svedesi non vi deluderanno e ‘Come Clarity’ è caldamente consigliato.

Voto recensore
8
Etichetta: Nuclearblast / Audioglobe

Anno: 2006

Tracklist:

01.Take This Life
02.Leeches
03.Reflect The Storm
04.Dead End
05.Scream
06.Come Clarity
07.Vacuum
08.Pacing Death’s Trail
09.Crawl Through Knives
10.End Of Things
11.Our Infinite Struggle
12.Vanishing Light
13.Your Bedtime Story Is Scaring Everyone


andrea.sacchi

view all posts

Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi