Snapcase: “Collegare il cervello…” – Intervista

Snapcase: un nome sicuro su cui puntare per trascinare l’hardcore lontano dal rischio di impantanamento. Creatività, integrità e un senso dell’impatto non comune sono le pietre d’angolo del gruppo, che spesso rinuncia all’assalto in velocità per concentrarsi su ritmi semplici ma molto "pounding", cassa-rullante in battuta, pennate decise e un carico di emozioni positive e forza d’animo da cui senza dubbio molti hanno da imparare. Scambio di battute rilassato per un’intervista che non ha tanto una valenza promozionale, ma che porta alla luce alcuni aspetti secondari degli Snapcase.

In tutte le interviste che avete rilasciato finora, vi siete sempre dichiarati molto soddisfatti del vostro ultimo disco ‘Designs For Automotion’, che è uscito a Gennaio di quest’anno. Come stanno andando le vendite?

Direi piuttosto bene, non ci possiamo veramente lamentare, e voglio ribadire che siamo veramente molto soddisfatti di quel lavoro!

Non c’è proprio nulla che, a posteriori, vorreste cambiare? Avete già in mente come potrà essere il vostro corso futuro?

Assolutamente no, siamo orgogliosi di ogni singolo pezzo che esce con il nome Snapcase stampato sopra. Abbiamo cercato di cambiare il nostro suono, ‘Progression Through Unleraning’ era un disco quasi tipicamente hardcore, era ora di illuminare nuove strade, e credo che ci saranno molti ulteriori cambiamenti nel prossimo album. Componiamo la musica che ci piace, è la nostra passione farlo, abbiamo bisogno di questo elemento assolutamente, e pertanto non ci ripeteremo mai.

Voi e gli Earth Crisis, dopo il loro rientro nel roster dell’etichetta, siete le due band di punta della Victory, e l’investimento promozionale è stato decisamente consistente. A cosa credete sia dovuta questa attenzione alla vostra musica? Evidentemente se vengono fatti certi investimenti, ci si aspettano dei risultati…

La musica cosiddetta "pesante" sta avendo un ritorno abbastanza massiccio anche nelle classifiche, il classico esempio dei Korn lo dimostra da solo. Questo ha fatto sì che molta gente si interessasse a questo tipo di musica, e a noi va -ovviamente- benissimo così. Abbiamo un messaggio forte e positivo, in cui crediamo ciecamente, e ogni nostra canzone ne parla: la possibilità di raggiungere più gente non può che renderci felici! Il "messaggio" è assolutamente fondamentale negli Snapcase, abbiamo sempre scelto di parlare di cose che riteniamo importanti. Noi ci muoviamo per la nostra strada, senza badare molto al resto, e continuiamo dunque ad evolverci autonomamente.

Immagino che quindi la parte che amiate di più dell’essere in un gruppo è quella creativa, dico bene?

Esatto! Scrivere musica è la cosa che ci dà più soddisfazione, la parte che preferiamo. Ovviamente amiamo ogni aspetto di questa attività, ma è proprio la parte creativa a piacerci di più!

Quali sono i vostri piani per il futuro a questo punto?

Cerchiamo di non guardare troppo al futuro, per ora pensiamo a completare questa serie di concerti e prepararci per il Warped tour e probabilmente torneremo in Europa in autunno. Poi probabilmente ci dedicheremo alla composizione di un altro disco, ma è troppo presto per dirlo. Siamo eccitati dall’idea di registrare un altro disco, gli ultimi due album hanno segnato un’evoluzione notevole e vogliamo vedere dove arriveremo.

Il vostro impatto e il vostro modo di porvi sono decisamente "hardcore", anche se in forma evoluta e moderna, e piuttosto libera di condizionamenti. Se come musicisti siete indubbiamente legati a quel tipo di scena, come fan e ascoltatori avete altri gusti? Quali sono insomma i vostri album preferiti?

Difficile scegliere… forse Quadrophenia degli Who. Ma ce ne sono talmente tanti! C’è talmente tanta buona musica in giro che è impossibile scegliere!

Nel vostro passato recente c’è uno split EP con i Boysetsfire. Inizialmente però avrebbe dovuto essere in condivisione coi Far, che però si sono sciolti. Avete scelto voi le band con cui dividere l’uscita?

Abbiamo suonato con i Boysetsfire, siamo diventati buoni amici, ci piace la loro musica. Erano appena stati in studio, avevano un paio di pezzi pronti, sono capitati giusto in tempo. Siamo contenti di come siano andate le cose, anche se mi sarebbe piaciuto fare qualcosa assieme ai Far.

Avete deciso di fare una cover dei Police, come mai?

Personalmente amo i Police! Siamo tutti fan dei Police, per questo abbiamo deciso di registrare quel pezzo. di sicuro i primi album dei Police sono alcuni dei lavori che preferisco in assoluto, questo è certo, e ‘Truth Hits Everybody’ è uno dei miei pezzi preferiti tratti da quei lavori, ma è difficile spiegare il perché di questa scelta…

Cosa pensate dello stagediving? Avete avuto qualche problema lo scorso settembre a Biella se non sbaglio…

Non mi importa molto. Lo stagediving è uno degli elementi degli show hardcore e rock. Quello che mi spaventa è il fatto che qualcuno possa farsi male, solo perché segue lo show e non sta facendo attenzione a quello che gli succede intorno. Non mi ricordo di Biella in particolare… Noi sul palco cerchiamo di dare il meglio, di fare il nostro lavoro e molto spesso quando la gente sale sul palco non si accorge che può ostacolarci ed impedirci di dare il meglio, però più gente vedo saltarmi attorno e divertirsi e più sono contento! Basta che nessuno si faccia male. Tra l’altro ricordiamo con enorme piacere un concerto che abbiamo tenuto l’anno scorso a Treviso, in un club molto piccolo: c’era un caldo terrificante, e la gente sembrava completamente impazzita!

Siete interessati alla rete e mp3? Molti musicisti e "addetti ai lavori" hanno scoperto in ritardo il fenomeno degli MP3, e hanno avuto reazioni anche scomposte, quasi demonizzatrici. Voi da che parte state?

Dicono che gli mp3 distruggeranno le case discografiche, ma è la stessa cosa che succedeva anni fa con le cassette, non c’è alcuna differenza. Dicevano che la diffusione delle cassette avrebbe fermato le vendite di cd e tutto il resto. Non ne sono convinto, personalmente mi piace entrare in un negozio e comprare un album, rovistare tra i CD, ascoltare qualcosa di nuovo che non ho mai sentito. Allo stesso tempo ogni tanto mi siedo davanti al computer e cerco quelle canzoni che magari ascolto due o tre volte, ma per cui non spenderei mai 15 dollari. So che esistono degli mp3 dipendenti che scaricano tutto, ma non credo che questo distruggerà l’industria musicale. Su Napster ci sono tonnellate di pezzi degli Snapcase, ma se uno li ascolta, poi magari va sul nostro sito e si legge i testi e scopre che quello che diciamo gli interessa, beh… è un’altra persona che ci conosce e magari la prossima volta uscirà a comperare un nostro CD.

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