The Red Chord – Recensione: Clients

Dopo un debutto pluri-acclamato che aveva citato paragoni scomodi – la furia chirurgica dei Cryptopsy su tutti – tornano i Red Chord con la Metal Blade. E cosi’ come l’etichetta tedesca, anche la band statunitense prova ad inserirsi nel filone imperante del metalcore, foriero di ingaggi proficui per le band e incassi redditizi per le etichette. Purtroppo, e forse in molti non se ne sono ancora accorti, l’ultimo trend del metal mondiale è già palesemente inflazionato e indebolito da uscite, come appunto questa, che si limitano a mescolare il minestrone senza aggiungere alcun ingrediente.

Intendiamoci, non siamo di fronte ad un disco brutto, ricco com’è di infiniti cambi di tempo, riff e stacchi ultratecnici, rallentamenti e sfuriate in blast-beat, ma le differenze rispetto a quanto già messo sul tavolo da Dillinger, Burnt By The Sun e compagnia non sono tante e tali da caratterizzare, almeno in modo positivo, il secondo lavoro del quintetto in questione. Le canzoni ci sono, i suoni anche ed i riff pure, ma e’ l’insieme a lasciare poca traccia di se’. Una parziale delusione per chi aveva apprezzato il debutto ma una scommessa sicura su cui puntare per chi non può fare a meno delle sonorità metalcore del nuovo millennio.

Voto recensore
6
Etichetta: Metal Blade / Audioglobe

Anno: 2005

Tracklist: 01. Fixation On Plastics
02. Lay The Tarp
03. Black Santa
04. Antman
05. Clients
06. Upper Decker
07. Hospice Residence
08. Dragon Wagon
09. Love On The Concrete
10. Blue Line Cretin
11 . He Was Dead When I Got There

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