Synthesis: Class metal italiano DOC – Intervista

La storia dei Synthesis è veramente lunga e potremmo dire abbastanza "avvicendata". Potreste per favore illustrarci le tappe principali del vostro cammino?

“GR: Ti rispondo dicendo che i momenti cruciali sono stati diversi: siamo passati da cambi di vocalist a problematiche di salute importanti; ma siamo riusciti comunque ad avere delle soddisfazioni come la partecipazione a ‘Metallo Italia’, al ‘Not Just Spaghetti And Mandolini’ e non ultima la vittoria a ‘Chianciano Rock’ per ben due volte, oltre ad essere sempre tra i primi a vari festival.”

Il vostro CD ‘Synthetic History’ potrebbe esser considerato di fatto una sorta di collection di quanto avete sino ad ora realizzato. Lo ritenete un punto d’arrivo oppure ora comporrete nuovi brani per un secondo CD?

“ME: Certamente può anche essere considerato un primo punto d’arrivo, se non altro per il fatto che rappresenta appunto il nostro debutto ufficiale, tuttavia è chiaro che per noi esso rappresenta un punto dal quale ripartire, qualcosa è già in cantiere, qualcos’altro è ancora al livello di pura idea… sicuramente non ci fermeremo qui.”

Il CD uscito contiene diversi momenti legati al vostro passato. Colpiscono in particolare i due video di ‘Spell Of The Night’ e soprattutto ‘The Light’. Cosa ricordate di quei momenti? Come avete realizzato questi due video?

“GR: ‘The Light’ video fa parte della produzione del disco stesso, mentre ‘Spell Of The Night’ possiamo dire che è la testimonianza più fresca di tutto il CD e lo abbiamo realizzato quest’estate (2005) in concerto al Monte Peglia in provincia di Perugia e successivamente montato in studio.”

Se non erro, rispetto al video ‘The Light’, del combo di allora rimane nella versione attuale della band soltanto il vostro batterista. Gli altri vecchi membri della band hanno abbandonato il mondo della musica?

“GR: Che mi risulti, quasi tutti. Soltanto Davide Pieralisi fa musica per professione, come turnista nella musica leggera.”

Ascoltando il vostro CD si rimane colpiti dalle differenti vesti che sa assumere il vostro sound, passando da un class metal molto raffinato, come quello di ‘Spell Of The Night’, a cavalcate in pieno stile metal come ‘Firebound’. quali sono i vostri punti di riferimento principali e come avete sviluppato il vostro stile negli anni?

“GR: Credo di poter rispondere dicendo che il nostro stile nasce dalle esperienze di tutti noi che, unite alla maturità e ai talenti, creano la miscela giusta per avere un prodotto originale.”

Domanda ovvia per una band della vostra esperienza: quali differenze notate fra il metal italiano anni ’80 ed il panorama attuale?

“GR: Mi sembra di capire che adesso ci sono molti talenti in giro e sono aiutati anche dalla tecnologia e dalle etichette indipendenti. Gli stessi gruppi Italiani odierni sono altamente competitivi, mentre negli anni ’80 si suonava con pochissimi mezzi a disposizione e questo era molto penalizzante; ricordo che per acquistare la prima chitarra andai lavorare al cimitero nel periodo dei Morti! Quanto alle etichette, dire che erano pressoché irraggiungibili è decisamente un eufemismo…”

I vostri vecchi demo se non erro sono disponibili tramite il vostro sito internet. Volete spiegare come è possibile reperire il vostro vecchio catalogo e quali sono i titoli a disposizione?

“ME: Si, alla voce merchandising del sito (http://www.synthesis-band.it) è possibile reperire il nostro vecchio catalogo, con i rispettivi titoli ed ordinarli a questo indirizzo info@synthesis-band.it

Generalmente come lavorate alla composizione dei brani? Chi scrive le liriche e chi scrive la musica?

“GR: Di solito noi chitarristi portiamo alle prove idee che vengono poi sviluppate insieme al cantante ed a tutto il gruppo. Poi, se qualcun’altro ha altre idee, ben vengano!”

Nel CD è presente anche un pezzo in italiano, ‘Liberi e soli’; come nasce l’idea di sperimentare con brani non in inglese?

“GR: Abbiamo sempre pensato che si potesse esportare il grande hard rock anche in lingua italiana e ne siamo ancora convinti, staremo a vedere.”

Quali sono le tematiche che preferite maggiormente affrontare nei testi? Potete fare alcuni esempi di song contenute in ‘Synthetic History’?

“GR: In ‘Synthetic History’ c’è un ventennio di storia, si tratta di testi scritti in differenti momenti, tuttavia credo di poter dire che riflettano la creatività presente nei brani stessi. Non ci sono tematiche che preferiamo affrontare rispetto ad altre, ogni momento compositivo è unico ed irripetibile e può essere influenzato e quindi sgorgare da qualsiasi cosa e questo è valido per la musica come per i testi.”

Avete recentemente partecipato alla seconda edizione del festival dedicato al metal italiano anni ’80 a Brendola, nei pressi di Vicenza, in compagnia con tante glorie del metallo tricolore come Skanners e Adramelch. Cosa vi è rimasto di quell’evento? Volete raccontarci cosa vi ha lasciato?

“ME: Una cosa che certamente ci ha dato è la consapevolezza che qualcosa da dire l’abbiamo, la reazione di chi ci ascoltava è stata ottima, così come le parole degli amici degli altri gruppi sono state più che confortanti; abbiamo fatto uno scambio di CD con gli Skanners, e vedere un gruppo navigato e di gran classe ed efficacia come loro mostrarsi così entusiasti all’idea… beh, non può che far piacere!”

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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