City Of Lights – Recensione: Before The Sun Sets

E’ proprio un bel progettino, quello dei City Of Lights, perché ha la freschezza e l’entusiasmo di un debutto, la voglia di un songwriter con una manciata di buone canzoni da pubblicare e la fortuna di trovarne l’interprete ideale sulle sponde della vicina (a noi) Grecia, un territorio forse a volte dimenticato ma dal quale continuano ad arrivare proposte di qualità. E’ la storia relativamente piccola di Neil Austin e di Manos Fatsis, di una pagina Facebook che conta poco più di trecento follower ed una carrellata di facce di sublime normalità pure somiglianti tra loro, e quella infine di un nucleo solido ed apparentemente affiatato attorno al quale ruotano – per l’occasione – circa una decina tra musicisti ospiti e produttori. La capacità attrattiva che il progetto possiede si traduce in un rock d’entusiasmo, melodico ma in senso understated/misurato come lo intendono nel Regno Unito, senza mai sedersi sugli allori scontati che molti vorrebbero per forza di cose associare ad un genere adulto. “Before The Sun Sets”, al contrario, dimostra che grinta e melodia possono andare a braccetto, grazie in primis all’interpretazione autorevole e graffiante di Fatsis, al drumming deciso di Mats Eriksson (“Dying Light”) e ad un corredo di cori e tastiere (“Heart’s On Fire”) che smussa senza ammorbidire e fluidifica come uno sciroppo, però dal sapore piacevole.

Non è certo l’originalità che si chiede ad un disco del genere, e forse è la sua stessa copertina a premettere che in queste dodici tracce troveremo piuttosto una serenità a tinte vivide, un genuino senso di connessione con la musica ed un sentimento che trascina con la positività della quale è impregnato (“Emily”). Drive ed entusiasmo non devono insomma far pensare ad un album di maniera, intrappolato in quella superficialità anni ottanta che spesso ed a ragione rimpiangiamo senza vergogna (“Give Me Back My Heart”) o incapace di qualche convincente momento introspettivo: “Heat Of The Night” e “Put Your Heart On The Line”, ad esempio, sono episodi che introducono maggiore densità ed un velo opacizzante, una specie di dark side of the moon che i City Of Lights disegnano con una sicurezza ed un realismo che non sempre ci si aspetterebbe da una formazione al debutto. Episodi riusciti e perfino necessari, perché insieme alla performance stradale e ruvida di “Snake Eyes” (quest’ultima sostenuta da una possente linea di basso) donano profondità ed asprezza all’esperienza, e niente è più reale – alla faccia di tutto quanto abbiamo immaginato tra Il Tagliaerbe ed il metaverse – di qualcosa che riesce a toglierci un po’ d’aria trasmettendoci tutto il suo peso, la sua ombra, il suo mistero.

Tralasciando un finale languido e piacione (“How To Love” e, oibò!, in misura minore anche la deludente title-track) che nel corso delle ultime battute tende a perdere un briciolo di scopo e di ispirazione, “Before The Sun Sets” è un disco che dimostra di sapere amministrare con intelligenza i suoi pesi e le sue forze, distillando i suoi momenti senza sgomitare, affidando i suoi pregevoli assoli a ben quattro diversi chitarristi (Nathan Doyle, Daniel Johansson, Jonathan Carlemar e Mike Kyriakou) e spalmando le sue energie lungo una scaletta democratica e generosa, tanto dal punto di vista della pura durata che da quello della generale qualità dei brani. Più maturo e smaliziato di quanto un debutto qualsiasi non lascerebbe supporre, questo album beneficia di un lavoro certosino ed a più mani per regalare un ascolto che, se in senso assoluto può definirsi semplicemente buono e convincente, quando inserito nel contesto di una prima volta ai tempi scazzati dell’Omicron assume i connotati di un brillante successo e di un’ennesima promessa made in Frontiers, che non aspetta altro che essere mantenuta.

Etichetta: Frontiers Music

Anno: 2022

Tracklist: 01. Racing On The Redline 02. Heart's On Fire 03. Emily 04. Heat Of The Night 05. Dying Light 06. Give Me Back My Heart 07. Put Your Heart On The Line 08. Snake Eyes 09. Joanna 10. Midnight Club 11. How To Love 12. Before The Sun Sets
Sito Web: facebook.com/cityoflightsbanduk

Marco Soprani

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Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

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