Circles – Recensione: The Last One

Tra prog metal, passaggi djent e scorribande chitarristiche il nuovo album dei Circles da Melbourne si ritaglia uno spazio di sicuro interesse tra gli appassionati “trasversali” di una musica in continua progressione. Appunto. Raccontiamo la “storia” di “The Last One”.

A qualche anno di distanza da “Infinitas”, i nostri ritornano con un album complesso e vigoroso, che gioca piegando generi e melodie.

L’impatto convince, perché “Winter” porta con sé una carica percussiva che si incastra nel riff soffocante creato dagli australiani. Piacciono infatti le linee di Ben Rechter (“new kid” della band ed anche voce principale dei nostri) e Ted Furuhashi che giocano a rincorrersi sostenuti da un basso pulsante fino all’esplosione di un ritornello avvolgente e decisamente melodico.

Decisamente sensuale la linea di basso di “The Messenger”, per una canzone che possiamo definire lineare (rispetto alle altre, ovviamente) che sa entrare perfettamente nella testa di chi ascolta. Un groove profondo che riesce a ricordare molto da vicino quanto “pensato” dai Between The Buried And Me. Una canzone dai tratti profondamente rock, quasi radiofonica, ma avvolgente e decisa nel suo incedere.

Più profondamente djent “Arrival”, che percuote con le sue linee di chitarra e basso una voce che cerca di dare melodia all’ascoltatore. Operazione che riesce perfettamente, creando un clima di tensione permanente. Appassionata “Tether”, che mette in campo l’istrionica voce di Ben Rechter per una canzone che racchiude molte delle anime dei ragazzi di Melbourne. Come impatto, come intensità una canzone che ricorda piuttosto da vicino gli Agent Fresco. Non sempre acceleratore per i nostri, perché una canzone come “Resolution” mantiene sì i ritmi “posati” di un mid-tempo, ma quelle melodie oblique creano una profonda sensazione di inquietudine. Una delle canzoni migliori dell’album, senza dubbio.

Un prog metal moderno, che flirta con il djent e con un certo appeal rock quello dei Circles. Una bella conferma per la band Aussie: eleganza e determinazione.

Voto recensore
7
Etichetta: Season Of Mist

Anno: 2018

Tracklist: Winter Breaker The Messenger Arrival Tether Resolution Dream Sequence Renegade Blueprints For a Great Escape Alone With Ghosts
Sito Web: http://circles.band/

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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