Deus Ex Machina – Recensione: Cinque

Telegramma diretto a chi già conosce il formidabile combo progressivo italiano:

"E’ uscito ‘Cinque’, nuovo album dei Deus Ex Machina. Stop. Sapete cosa fare per gioire ancora. Stop. Affrettatevi. Stop."

Recensione indirizzata a chi (ancora) non rientra nella (fortunata) categoria appena citata:

"I Deus Ex Machina sono la prova vivente che il barcone della discografia mondiale, a ben pensarci, fa acqua da tutte le parti. Insomma, ci si spellano le mani per (bravi) artisti fedeli alla linea vetero-prog come Spock’s Beard e Flower Kings (ovvero musicisti che in genere hanno voti più alti nelle sezioni ‘buon gusto’ ed ‘attenzione estrema alla forma’ che in quelle ‘coraggio’ e ‘ricerca musicale personale’, teoricamente le fondamenta di ogni approccio ‘progressivo’) e poi gente come il quintetto tricolore rimane sconosciuta ai più, relegata nel giro di piccole etichette specializzate in grado di far circolare il verbo solo tra gli appassionati. Certo la proposta musicale dei Deus Ex Machina non è di assimilazione immediata: unire King Crimson, Area, jazz-rock spericolato, improvvisazione, musica da camera, rock settantiano, folk zeppeliniano, schegge di zappiana ironia e testi spesso in latino cantati dal funambolico Alberto Piras (incredibile erede di Demetrio Stratos) significa affrontare una strada a dir poco impervia. Eppure da più di dieci anni i risultati sono a dir poco entusiasmanti, i percorsi tracciati in continua evoluzione, i concerti sorta di laboratorio nel quale, sull’onda del momento e dell’ispirazione, stravolgere, riassemblare ed espandere le idee musicali fissate su disco. Musica allo stato brado, selvaggia, piena di saliscendi, spigolosità stridenti e morbide colline sonore tracciate da ‘violinobassochitarrabatteriatastierevintage’ senza quegli effetti speciali tanto in voga tra chi cerca di mascherare l’immobilismo di fondo con schizzi di modernismo pret-à-porter.

Deus Ex Machina, dunque. Frammento impazzito ed incontrollabile, anacronistico, fuori moda, complesso perché, vivaddio, se si hanno cose non banali da dire è giusto farlo comunque, alla faccia di chi non capirà o si spaventerà alla sola idea di fare fatica per (ri)mettere in moto i neuroni. Preziosi per tutti questi motivi da ‘idealisti del pentagramma’ e più semplicemente, per la bella musica che portano all’attenzione del nostro udito."

A questo punto, messaggio per chi ancora non conosce i Deus Ex Machina:

"E’ uscito ‘Cinque’, il loro nuovo album. Sapete cosa fare."

P.S. Il passo successivo consigliato è "Equilibrismo Da Insofferenza", precedente prova in studio. A buon intenditor…

Etichetta: Cuneiform Records

Anno: 2002

Tracklist: Tracklist: Convolutus / Rhinoceros / Uomo Del Futuro Passato / Olim Sol Rogavit Terram I / Il Pensiero Che Porta Alle Cose Importanti / Luce / De Ordinis Ratione / Olim Sol Rogavit Terram II

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi