Christmas Invaders: Live Report

Quale modo migliore per concludere il 2009 concertistico se non una bella serata di metallo Italiano? Eccoci quindi al Christmas Invaders, mini festival capitanato dai trevigiani BURNING BLACK, anche organizzatori della serata.

La proposta del bill è decisamente variegata, tanto che si inizia con i Lake.of.Milion, giovanissima band alle prese con un ibrido emo/screamo, forse un po’ fuori coordinate per la serata, ma comunque ben suonato e piacevole.

Con i COMMON GRAVE si cambia decisamente rotta. Ormai leggenda del panorama black veneto e non solo, il loro set si apre con un lunga intro chitarristico ad opera di MZ e Suffer, per poi sfociare in un grande black metal, molto atmosferico e sofferto, lontano dall’assalto sonoro e battagliero classico ma neppure accostabile al filone depressive. Una proposta altamente personale che si traduce in più di mezzora di ottima musica, nonché prima performance live del nuovo acquisto Kaalt al basso. Ottima prova come sempre.

Dal black si passa al death/thrash moderno degli STARLIGHT EXCTINCTION, con un set decisamente più lungo (una decina di brani), ottimamente interpretati dalla band che non lesina le forze, soprattutto il cantante Stefano Biasetto, una vera furia. Il genere proposto è abbastanza canonico e non esce molto dalle coordinate di tanti altri gruppi simili, ma la band si difende bene, coinvolgendo a dovere il numeroso pubblico che ha preso posto sotto il palco.

Prima degli headliner c’è ancora tempo per i LACHAISE, symphonic/gothic band con l’immancabile donzella alla voce, in questo caso la bella Xenya. La band veneziana incontra qualche problema con i suoni, poi aggiustati a dovere, conducendo uno show tecnicamente buono ma forse poco coinvolgente, da rivedere.

E’ già passata mezzanotte quando i BURNING BLACK salgono sul palco, incontrando un pubblico da subito molto caloroso. Essendo la release party dell’ultimo “MechanicHell” la band non può che concentrarsi sul nuovo album, di cui pochi brani non sono stati eseguiti. Max alla voce, con un improbabile paio di occhiali rosa, stupisce subito con acuti impressionanti ed una prestazione vocale eccelsa. Ma la band è veramente in gran forma, esaltata anche da una partecipazione “estrema” dei suoi fans che scatenano un pogo distruttivo ad ogni brano, con pacifica invasione di palco inclusa. Sul palco non ci sono le tastiere (ben presenti sul disco) e questo probabilmente aiuta l’ammalgamarsi dei brani nuovi con quelli del più quadrato e teutonico “Prisoners of Steel”. Ottima conferma anche per l’ultimo entrato nel gruppo Enrico Antonello, che avvalora la proposta con una notevole tecnica sfociata in assolo ad alto tasso….”jedi” (!!!). La sezione ritmica macina che è una meraviglia accompagnata dalla chitarra del “biondo” Giovanni Moretto. Tra un lancio di banane e l’ennesima battuta di Max il concerto si chiude con la band notevolmente divertita ed un pubblico sicuramente appagato.

Di serate così ce ne vorrebbero di più, essendo anche l’ennesima conferma che per trovare dell’ottimo metal non si deve sempre andare a cercarne in Germania e company. Un ringraziamento a Max, Gio, Enrico, Alessandro e Luca per l’ospitalità!

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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