Grave Digger: “Rheingold” – Intervista a Chris Bolthendhal

Dopo una lunga pausa ed un lavoro dall’impronta differente rispetto al trademark del gruppo tedesco (ossia ‘The Grave Digger’) i Grave Digger tornano ad esplorare territori a loro più consoni, con un album che straripa di magnificenza epica. ‘Rheingold’ è un concept dedicato alla saga dei Nibelunghi, a suo tempo celebrata dalle quattro opere liriche di Richard Wagner. Chris Boltendahl è ansioso di svelarci tutti i retroscena legati al nuovo CD della sua band.

Dalla ricostituzione dei Grave Digger avete dimostrato, sino ad oggi, un notevole interesse per tematiche relative alla tradizione mitologica tedesca ed alle leggende in generale (‘Rheingold’ ed ‘Excalibur’), alla letteratura (‘The Grave Digger’) ed infine alla storia, seppur romanzata (la Scozia con ‘Tunes Of war’ e il mistero dei templari con ‘Knigths Of The Cross’).

Al contrario, durante la prima parte della vostra storia, avete sempre scritto testi semplici e privi di profondità. Di conseguenza vorrei sapere qualcosa di più approfondito circa la tua formazione culturale, i tuoi autori preferiti, il libri che hai letto con entusiasmo, i film… Inoltre vorrei anche sapere come e perché è avvenuto questo cambiamento nello stendere i testi delle tue canzoni.“Uh… è un ottimo quesito, che richiederà una lunga ed approfondita risposta.Beh… questa domanda riceverà una buona risposta! Intanto devo dirti che non mi considero una persona molto intelligente… giusto un poco. Certo… ho un sacco di interessi che coltivo con passione. Sono appassionato di arte e di altri generi musicali; ascolto, potrei dire, tutti i generi di musica che riesco a scoprire, non soltanto legati al metal. Ascolto la world music, il jazz, la musica classica. Sono un grande fan, ad esempio di Puccini e Verdi, due grandissimi compositori italiani. Ovviamente adoro Richard Wagner e le sue opere, ma anche molti compositori russi, come Chaikovsky. I miei genitori mi hanno indotto con insistenza ad ascoltare musica classica, sin da quando avevo dieci anni, anche perché mi portavano con loro a vedere opere sinfoniche in continuazione… non ricordo nemmeno tutte le rappresentazioni a cui ho assistito. Diciamo che sono stato un po’ forzato ad apprezzare la musica classica… ah, ah… non avevo altra scelta.Inoltre i miei genitori sono stati anche molto premurosi nel farmi leggere tonnellate di libri e questa passione è rimasta sempre. Posso aggiungere che adoro anche visitare musei; l’arte, insieme alla musica ed alla letteratura, per me è importantissima. Ultimamente sono stato alcuni giorni a Parigi con mia moglie e ne ho approfittato per visitare il Louvre ed è stato come entrare in Paradiso. Altri interessi che coltivo, a livello letterario, sono legati senz’altro alla letteratura greca… So a cosa pensi… “come mai allora voi Grave Digger” non scrivete nulla relativo a queste tematiche?” La risposta è che già in tanti lo fanno. Per tornare alla materia della domanda vorrei aggiungere che tutti i miei interessi si collegano bene al genere musicale che suono e quindi perché non usufruire delle mie passioni come ispirazione per scrivere i testi delle canzoni? Per quanto riguarda le liriche e la svolta così netta che hai citato posso dirti che ‘Tunes Of war’ è stato ideato dal vecchio bassista (Thomas Gotlich, ora nei Rebellion, nd Leonardo), ma da ‘Knights Of The Cross’ in poi mi sono occupato personalmente della stesura dei testi e dei concept. Anche il cambiamento nello stile della stesura dei brani è importante. Non voglio scrivere in continuazione quanto sia bello essere un biker ed andare in moto… o cose del genere. Ormai ho la necessità di scrivere di qualcosa di più interessante ed approfondito; ho l’opportunità di farlo e credo di aver anche acquisito una discreta esperienza, in questo campo, per farlo al meglio. Quando decidiamo di scrivere un concept come quest’ultimo io costruisco tutta l’opera nella mia mente, sia musicalmente che liricamente. Tutto appare nella mia testa come una visione… e noi tutti, nella band, seguiamo questa visione e ti assicuro che in breve tempo riusciamo a comporre l’album”.(quest’ultima frase viene pronunciata da Chris con molta enfasi, evidentemente dettata da reale soddisfazione per il lavoro svolto, nd Leonardo)

Relativamente alla materia scelta per questo nuovo lavoro mi colpisce (e mi soddisfa oltremodo) il cambio netto e imprevisto decretato nei vostri testi. Durante il tour promozionale legato all’ultimo CD, ‘The Grave Digger’, hai affermato ripetutamente che eri arcistufo di scrivere canzoni che trattassero di prodi cavalieri, leggende, miti… ed ora ti trovo con il concept album più epico che abbiate mai concepito e composto. Come mi spieghi questo netto cambio di direzione?

“Ci sono due motivi differenti. Prima di tutto posso dirti che ero veramente stanco dopo aver concluso la nostra trilogia epica! Mi ero bruciato completamente le cervella nel cantare in continuazione questo tipo di tematiche; di conseguenza avevo proprio la necessità fisica di fermarmi, bloccare tutto e registrare qualcosa di diverso, di speciale, che spezzasse decisamente con quanto avevo fatto per tanti anni consecutivi. Era un passaggio necessario perchè bisogna lavorare con spirito positivo, con la volontà di far bene… e se l’approccio epico mi aveva stancato stai pur certo che un altro album del genere dopo ‘Excalibur’ sarebbe stato una forzatura e avrebbe deluso tutti. Ciò che conta è, a mio avviso, avere questa volontà positiva, questa voglia bruciante di scrivere un concept. Se possiedi questa volontà ferrea crei il concept e gli altri della band ti seguono immediatamente convinti. Ora, posso dirti che ‘The Grave Digger’ è stato necessario in tal senso, ed ora dopo più di tre anni mi sono ritrovato prontissimo ad affrontare ancora la materia epica e mitologica!! In questi ultimi anni abbiamo ricevuto molte richieste da parte dei fans, che ci chiedevano di continuare in linea con ‘Tunes Of War’ e gli altri album della trilogia storico-epica, ma noi vogliamo essere onesti con le persone. I fans ormai hanno realizzato che questo approccio ai testi è il nostro personale trademark; purtroppo dopo ‘Excalibur’ non eravamo in grado di scrivere un altro concept, ma ora siamo tornati ben decisi a portare ai nostri ans un altro concept epico!”

Noto, leggendo la documentazione fornita, che i testi del concept sono stati scritti da te e supervisionati da Stevan D. Rice. Chi è costui e qual’è il suo peso nella creazione del concept? Puoi dirmi anche qualcosa di più circa l’evoluzione, le varie fasi che ti hanno portato alla creazione di questa saga ispirata ai Nibelughi?

“Steven è il chitarrista della band Imagika ed è un mio grande amico; in passato li ho aiutati ed ora gli ho chiesto di darmi una mano a rileggere i testi perchè il mio inglese è buono ma non così perfetto da esser sicuro di piazzare tutto sul booklet; di conseguenza l’apporto di Steven è stato proprio a livello di revisione grammaticale, formale del testo. Abbiamo lavorato via mail. Per quanto riguarda il lavoro alla creazione del concept testuale posso dirti che è stato difficile riuscire a sintetizzare le canzoni di ‘Rheingold’ perchè ho dovuto operare delle scelte; il CD tratteggia solo alcuni momenti della saga sinfonica di Richard Wagner, che è complicatissima. Ho scelto solo i momenti più significativi, quelli che credo diano il senso alla saga ed anche quelli che si legano meglio con la musica metal. Per il resto posso dirti che il booklet del CD contiene lunghi approfondimenti scritti sulla saga e permettono al lettore di conoscere tutto ciò che ho tralasciato.”

La saga dei Nbelunghi composta da Wagner è una tetralogia. Perchè anche voi non avete concepito il concept in quattro parti, con quattro differenti uscite?

“Ah, ah… perchè non volevamo annoiare i fans con quattro album sul medesimo argomento e non volevamo costringerli a comprali tutti, ah, ah…”

E quale criterio di scelta hai adottato per scegliere alcuni momenti della tetralogia di Wagner a cui dedicare una canzone rispetto ad altri? Per esempio noto che l’opera ‘Die Walkuere’ (‘Le Valchirie’) è la più sacrificata e ad essa è ispirata una sola canzone, ‘Maidens Of War’. Vorrei quindi capire come hai scelto di escludere alcuni momenti e di sceglierne altri.

“L’aspetto più importante è che i singoli momenti scelti dovevano sposarsi alla perfezione con la musica metal. So che il ‘Die Walkuere’ è un’opera molto amata e importante ma è veramente complesso raccontare al meglio il contenuto di una trama intricata in due o tre canzoni. Per questo abbiamo optato per una sola canzone dedicata a quest’opera; io credo che la figura di Brunilde e la sua sofferenza sia la chiave fondamentale per introdurre il ‘Die Walkuere’. Ho seguito lo stesso sistema anche per le altre opere della tetralogia, cercando di isolare i momenti chiave di tutte le opere e quelli più consoni alla musica metal.”

Noto che tendenzialmente hai preferito dar più spazio alla prima opera, ‘Das Rheingold’ (‘L’Oro Del Reno’) ed al personaggio di Sigfrido…

“Certo… io adoro Sigfrido perchè è l’eroe della saga….”

E quali sono i tuoi personaggi preferiti della saga e le canzoni che credi siano più interessanti del concept?

“Non ho un personaggio preferito, ritengo sia interessante tutta la saga e non le singole parti! Per quanto riguarda le canzoni posso dirti che le mie preferite sono la prima, ossia ‘Rheingold’, e l’ultima, ossia ‘Twilight Of The Gods’; in quest’ultimo brano abbiamo inserito in una sol colpo tutti gli aspetti presenti nell’album; senz’altro se mi dovessero chiedere quale canzone rappresenta al meglio il concept risponderei ‘Twilight Of The Gods’.”

Se non sbaglio nella versione limitata in digipack di ‘Rheingold’ c’è una bonus track sempre collegata al concept; puoi dirmi di quale materia tratta?

“No, in realtà ci sono due bonus track entrambe collegate al concept. La prima si intitola ‘Hero’ e racconta dei sentimenti provati da Sigfrido dopo l’uccisione del drago; ”Gooddbye’ è invece una ballad drammatica; è il lamento di Brunilde dopo l’uccisione di Sigfrido; questo pezzo è anche nel singolo di ‘Twilight Of The Gods’.”

Parlando ancora di ‘Twilight Of The Gods’ vorrei sottolineare come sia rimasto colpito da questo pezzo, che nel break centrale passa da un approccio folk alla Led Zeppelin ad una overture operistica meravigliosa. Quanto tempo hai impiegato a comporre questo brano?

“Oh… non così tanto a dir la verità. Le basi della canzone sono state composte in un giorno. La parte centrale del brano è stata concepita e composta interamente da Manni (il chitarrista, nd Leonardo); poi Peter alle tastiere ed io abbiamo riarrangiato tutto il materiale ed io ho aggiunto le parti cantate per il break centrale.”

Nel CD vi sono vari estratti dalle singole opere di Wagner. Puoi spiegare come avete scelto questi inserti operistici e parlarci anche di questa fantomatica Virtual Symphonic Orchestra/Cologne, diretta da Maestro Katzenburg??

“Ohhh… è uno scherzo amico mio!! La Virtual Symphonic Orchestra non esiste, è in realtà il computer, ah, ah, ah!!”

Ah, ah, ah… e quindi la direzione di Maestro Katzenburg…

“E’ soltanto la programmazione del computer da parte del nostro tastierista Hans Peter Katzenburg!”

Bhe… avete il senso dell’umorismo…

“Adesso ridiamo ma ti assicuro che è stato un lavoraccio! Non avevamo un budget sufficiente a lavorare con un’orchestra tale da poter riproporre le parti delle opere di Wagner così abbiamo creato la nostra orchestra. Peter aveva un sacco di samples indispensabili per questo lavoro ed abbiamo di conseguenza programmato ogni singola traccia sinfonica sulla base musicale metal. Sia chiaro che non è stata mai nostra intenzione di comporre del rock sinfonico… ci sono altre band che lo fanno e sicuramente sono più in gamba rispetto a noi. Il nostro interesse era fare un disco di heavy metal con atmosfere create dalla musica classica.”

Tornando ancora a parlare del concept vorrei soffermarmi sulla figura di Sigfrido. Questo personaggio viene interpretato dai critici e dagli scrittori come la forza dell’umano che sfida e vince il divino, in questo caso rappresentato dal drago (che in realtà è il gigante Fafner trasformato). Wagner ha dato a questo momento un peso particolare che puoi è venuto scemando con Parsifal, dove l’eroe umano è al contrario devoto a Dio. Che interpretazione hai dato di questo momento pregnante?

“Si… credo che il fulcro di questo discorso sia presente all fine del percorso, con ‘Twilight Of The Gods’. Gli dei alla fine falliranno e il mondo sarà degli uomini: questo è il messaggio fondamentale. Molte persone sono morte nel passato per giungere a questo finale, che porta all’autodeterminazione degli uomini. Questa penso sia la nostra interpretazione. La nostra musica è individualista e non si fa coinvolgere, non si fa fuorviare. Gli uomini devono pensare con la loro testa e non devono farsi “convincere”, non devono essere “guidati”. E’ un messaggio semplice quello che vogliamo trasmettere ai fan. Non è possibile tramite il veicolo musicale addentrarci in modo approfondito nel lavoro complesso di Wagner; ho deciso quindi di proporre al pubblico argomentazioni forti e semplici, che possano esser comprese. Con questo non voglio dire che i fan siano stupidi! Solo che vogliono capire ed è già difficile riuscire a veicolare correttamente messaggi precisi e semplici in musica.”

Copnosci i due film di Fritz Lang del 1924, ossia ‘La Morte Di Sigfrido’ (‘Siegfried’) e ‘La Vendetta di Crimilde’ (‘Kriemhilds Rache’)? Che ne pensi di queste due opere?

“Si, assolutamente! Sono Grandissimi film! Nel vedere queste pellicole sembra di assistere ad uno spettacolo fedele all’originale. All’opera vi sono sempre rappresentazioni moderne ed astruse, di conseguenza preferisco vedere questi film in cui puoi vedere classici elmi e abiti d’epoca. Nel passato ho cercato di assistere ad un’opera di Wagner che rappresentasse in modo classico i personaggi ma non sembra propio possibile!”

Lang ha dedicato i due film al popolo tedesco. Come mai a tuo avviso questa saga è così importante per le popolazioni germaniche?

“Perchè fa parte della nostra cultura e della storia della nostra musica.”

Ti ritieni un patriota? Hai scritto questo concept per amore per la letteratura e la musica o anche per celebrare il nazionalismo tedesco?

“No, non sono un gran patriota. Ho scritto ‘Rheingold’ per il puro interesse letterario e musicale. Non ho mai pensato a quest’aspetto, non ho voluto soffermarmi sulla creazione dell’eroe germanico e sulla creazione della nazione tedesca. Spesso questo materiale viene associato ad ideologie naziste. Noi non abbiamo nulla a che fare con queste cose, assolutamente.”

Ti ho fatto questa domanda perchè nel passato voi siete diventati dei semidei per gli scozzesi. E’ una cosa un po’ strana se mi consenti, visto che siete tedeschi. Pensavo che ora, con questo CD, era vostra intenzione riaffermare la vostre radici storiche.

“Ah, ah… può essere un’interpretazione corretta. In realtà ci tengo a specificare questo: la nostra musica è soprattutto intrattenimento, voglio sottolineare bene quest’aspetto!! Non abbiamo messaggi politici; noi vogliamo parlare di mitologia, presentare personaggi, parlare di storie interessanti come quella dei templari, ma la cosa più importante è l’intrattenimento. Il nostro obiettivo è che ognuno dei nostri ascoltatori, nel momento in cui sentirà ‘Rheingold’, potrà crearsi nella sua mente il proprio film; ognuno deve essere in grado di immaginare l’intero concept con la sua fantasia. Se questo riesce il nostro lavoro è stato ottimo.”

Nella canzone ‘Rheingold’ si occupa delle backing vocals Einhorn degli In Extremo. Che ne pensi di questo nuovo genere che mischia il sound metal con la musica medioevale? E che ne pensi dell’uso della lingua tedesca in musica? Ascolteremo mai una canzone dei Grave Digger in tedesco?

“Oh.. penso sia una bella cosa, senz’altro… ed anche molto interessante… ma non mi appartiene perchè non posso cantare in tedesco. Sono abituato a cantare in inglese e per me risulterebbe troppo innaturale cantare nella mia madrelingua. Per quanto riguarda Einhorn posso dirti che abbiamo registrato il CD nella stesso studio in cui lavorano gli In Extremo. Siamo diventati amici e non è stato difficile convincere Einhorn a partecipare ai cori di ‘Rheingold’.

Così anche nel futuro non ascolteremo mai una canzone dei Grave Digger in tedesco?

“Mai.”

Ah, ah, ah… sei stato chiaro, direi.

“Si, preferisco così, davvero.”

Parlando invece del lavoro di composizione della musica come vi dividete il lavoro?

“Oh, è molto semplice; Manni suona la chitarra ma non è il solo; ognuno di noi sa suonare la chitarra e contribuisce a creare i riff. Ognuno presenta quel che ha creato in sala prove e ci si lavora tutti insieme.”

Per esempio… ‘Twilight Of The Gods’ è stata scritta da qualcuno di voi in particolare?

“No, no, è un lavoro fatto in comune.”

Tutti i brani?

“Si, certo, tutti.”

Invece i testi sono tutti opera tua, giusto?

“Si, da alcuni album a questa parte mi occupo di scrivere tutte le lyrics.”

Finirei l’intervista rivolgendoti una domanda che probabilmente avrai già ascoltato più volte, ma la ritengo comunque interessante. Puoi riassumerci cos’hai imparato circa l’attività musicale da quando hai iniziato a lavorare con i Grave Digger?

“Si; ho imparato ad essere onesto con me stesso, a credere nel mio lavoro e a diventare creativo; ho imparato a non negare il passato ed anche ad essere onesto con i fan ed ancora ad essere orgoglioso di quello che sono riuscito a creare con i Grave Digger. Sono felice quando le persone là fuori condividono e capiscono il nostro lavoro.”

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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