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The Cult – Recensione: Choice Of Weapon

A dispetto delle dichiarazioni di qualche tempo fa (in cui Ian Astbury negava la possibilità che la band sarebbe mai tornata sul mercato con un nuovo album “fisico” affidandosi alla pubblicazione soltanto di track digitali) salutiamo con piacere il come-back dei The Cult, da sempre moniker che nasconde dietro di se una delle coppie più riconoscibili, ispirate e allo stesso tempo sottovalutate del mondo del rock.

Il talento di Billy Duffy e il carisma di Astbury (coadiuvati dalla ormai consolidata sezione ritmica con Chris Wyse al basso e John Tempesta dietro le pelli) riacquistano una forza creativa notevole che va sviluppandosi nelle tracce di questo nuovo lavoro, il più riuscito dall’epoca di “Sonic Temple”. In tempi di download selvaggio cercare di colpire il potenziale acquirente oltre che con la musica anche con una cover d’impatto diventa quasi un obbligo. Lasciamo quindi che sia l’immagine dello sciamano nero a introdurci in un’ avventura musicale incentrata su temi di rivolta, amore e redenzione alla ricerca della vera natura di noi stessi in questo clima di malcontento e materialismo dilagante.

Creato dalle fondamenta da Chris Goss e puntellato nella fase finale da Bob Rock, “Choice Of Weapon” incapsula tutte le fasi musicali più celebri della carriera della band inglese restituendoceli con un suono pieno, pulsante dopo lo scialbo “Born Into This” del 2007. Il coro furbo dell’iniziale “Honey From A Knife, l’azzecato uso del piano nel primo singolo “For The Animals” e le chitarre corpose di “Amnesia” compongono un trittico di brani grintosi, convincenti e immediati. La poetica intelligente e intensa di Ian Astbury trova la sua glorificazione nella struggente ballad “Life>Death”, una delle più belle tracce mai composte dal gruppo, che tocca le corde dell’anima grazie all’interpretazione struggente del singer. “The Wolf” vede Duffy spararci addosso un riff che fa da eco a quello della celeberrima “She Sells Sanctuary” catapultandoci direttamente ai tempi dell’imprescindibile “Love” del 1985. “Lucifer”, costruita su giri di chitarra ipnotici e un cantato ammaliante e seducente, è un numero hard-rock roccioso nonchè una delle vette assolute di questo disco, mentre il rock-blues di “A Pale Horse” avvicina in modo impressionante il cantato di Astbury a quello del suo idolo di sempre Jim Morrison.

I The Cult con “Choice Of Weapon” tornano ad offrire il meglio delle loro peculiarità, restituendoci un gruppo in grado di flirtare col suo glorioso passato, rispettandolo e attualizzandolo con gusto, ispirazione e onestà e, nel mondo della musica dura, oggi è un assoluto miracolo.

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