Sheavy – Recensione: Celestial Hi-Fi

La seconda prova dei canadesi, ‘The Electric Sleep’, venne accolta due anni orsono con l’entusiasmo di chi crede di avere a che fare con la ‘next big thing’. Forse merito allora dell’ Osbourniano cantato di Steve Hennessey, ancora più Ozzy dello stesso Ozzy? Oggi gli Sheavy ci riprovano, i tempi sono cambiati, lo stoner pare un fenomeno ancora più underground di quanto non lo fosse al momento della sua nascita, un dinosauro che si trascina lento e piazza alcune buone prove accanto a molta mediocrità. Il coraggio di ‘Celestial Hi Fi’ sta in canzoni come ‘Stingray’, nella macina orecchie ‘Strange Gods, Strange Altars’, ma alla lunga rischia di diventare troppo monolitico, troppo ancorato a forme del passato che non si discostano più di tanto dai riff dei Black Sabbath. Un disco, questo, che si pone nella media delle uscite da catalogare sotto l’etichetta stoner, con alcuni ottimi spunti, consigliato per i fanatici del genere o per chi si sente orfano dei Sabbath più acidi. Per gli altri, c’è di meglio.

Voto recensore
6
Etichetta: Rise Above / Audioglobe

Anno: 2000

Tracklist:

Hyper Faster

What’s Up Mr Zero?

Stingray Part 2

Solar Spere

Strange Gods, Strange Altars

Celestial Hi Fi

Mountain Of Madness

Persona

A Utopian Interludi

Gemini (The Twins)

Tales From The Afterburner


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