Casey + Quercia: Live Report e Foto della data di Milano

Legend Club, ore 20.30, si aprono le porte per la prima data italiana che vedrà i Casey, band gallese formatasi nel 2014, esibirsi sul palco del Legend Club assieme alla singola presenza del forte nome italiano Quercia, realtà ormai più che affermata nel nostro Paese per quanto riguarda il panorama alternative/emo. Il clima amichevole dei partecipanti ci accoglie all’interno della sala milanese che da lì a poco si riempirà piano a piano, fino al tocco finale della lancetta dei minuti, che segnando le 21 scandirà l’inizio del concerto degli italiani. 

Quercia

Come da programma, questo show dei Quercia vede la band sarda esibirsi in un set semi-acustico. Ammetto di non aver approfondito a dovere o di non aver trovato molte informazioni al riguardo, ma ero molto curioso di capire come la band avrebbe realizzato uno show del genere. Ed eccoci qui, in seconda fila davanti al palco del Legend Club, pronti per vivere questa esperienza musicale chiamata Quercia. La band nostrana sale sul palco e subito si nota che manca qualcosa: solo due dei cinque membri originali sono presenti per gestire il pubblico milanese, nessun turnista per completare la formazione, solamente delle basi riarrangiate che chiariscono il termine “semi-acustico”. L’unica cosa che resta da fare è aprire la mente e perdersi nelle parole del cantante. Nonostante la difficoltà di sostituire gli strumenti con delle basi e ottenere lo stesso effetto dal vivo possa essere alta, devo dire che il risultato finale del concerto è  decisamente migliore di quanto inizialmente mi sarei aspettato. Questo aggiunge un tocco di colore diverso, rendendo l’esperienza più immersiva e indie. Il pubblico è coinvolto e praticamente tutto il Legend canta in coro i testi delle canzoni assieme alla band sul palco. I due musicisti presenti si perdono nelle loro poesie, ora declamate. Tra le canzoni suonate non mancano brani come “Guarire,” “Crollo,” e “Confini,” veri e propri urli strazianti di dolore, con versi come “Abbiamo dovuto combattere per smetterla di combattere.” L’unica nota dolente, se così si può dire, è la transenna che separa la band dal pubblico. Tuttavia, come ha detto il cantante, non ci si è mai sentiti soli. È un live travolgente che tutti abbiamo apprezzato. Un grande applauso, dunque, ai Quercia, che si riconfermano una grande band e soprattutto per essere riusciti a regalarci un altro live d’impatto nonostante fossero “costretti” a esibirsi senza la formazione al completo. 

Casey

Una sola band apre il concerto per dei ragazzi che in meno di dieci anni sono diventati un’icona del proprio genere musicale, fondendo elementi melodic hardcore con uno stampo emo e shoegaze. Anche in questo caso la band ha una formazione differente rispetto a quella originale: mancano infatti il bassista e il batterista. Quest’ultimo, a differenza del bassista, è sostituito da un turnista scelto dal gruppo gallese. La band inizia a scaldare gli animi dei presenti estrapolando brani dall’ultimo disco “How To Disappear”. Anche in questo caso molti fan sono sotto il palco, pronti a mostrare il proprio amore per la band gallese, immedesimandosi con il cantante e seguendo le sue labbra per ispessire le sue chiare e fragili parole. Il suono delle chitarre purtroppo è troppo basso rispetto a voce e batteria, specialmente nelle parti più melodiche che rendono speciale il clima intimo creato dalla band. La parte esecutiva però è davvero ben riuscita, con qualche errore qua e là da parte del batterista che sostituisce Max Nicolai, ma non infastidisce e, anzi, viene presa piuttosto bene dai restanti Casey, che gli sorridono in modo amichevole, facendo sembrare gli errori tutto tranne che un problema. Sono totalmente sorpreso dalla qualità e bravura del cantante Tom Weaver, che dà veramente il massimo, sbalordendo il pubblico con la sua potenza e precisione vocale, come se fosse su disco. La poetica passivo-aggressiva dei Casey trova il suo massimo splendore quando si buttano a capofitto sui brani del loro primo disco, “Love Is Not Enough.” Purtroppo trovano spazio solo alcune canzoni appartenenti a questo lavoro, ma riusciamo ugualmente a goderci ogni attimo, contraddistinto dalla forza con la quale il leader intima le singole parole, trasformando sorrisi innocenti in veri e puri momenti di rabbia, esteticamente perfetti. Lo show termina sulle note di una delle canzoni più apprezzate dal pubblico, “Little Bird“, che tutto il Legend canta a squarciagola. Con rammarico, in una cinquantina di minuti, lo show finisce. Forse troppo presto per quello che speravo, ma questo è tutto. Rivedrò probabilmente un altro live dei Casey.

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